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Casellario dell’assistenza, attuazione alla moviola 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Raccogliere in un’unica banca dati tutte le informazioni relative ai soggetti che hanno titolo alle prestazioni sociali e assistenziali e rafforzare i controlli. Vede la luce dopo quasi cinque anni il “casellario dell’assistenza”, il grande occhio dell’Inps destinato a gestire dati e informazioni sui soggetti aventi titolo a prestazioni di natura socio-assistenziale.
A lungo atteso – è stato istituito dal Governo Berlusconi con l’articolo 13 del decreto legge 78/2010, convertito dalla legge 122/2010 – il casellario ha preso forma solo con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale del 10 marzo scorso, del Dm del ministro del Lavoro n. 206 datato 24 dicembre 2014, che ne disciplina le modalità attuative.
Il nuovo strumento serve a raccogliere e conservare tutti i dati relativi alle diverse prestazioni erogate e le informazioni utili alla presa in carico dei soggetti che ne beneficiano. Costituisce l’anagrafe generale delle posizioni assistenziali e delle prestazioni, condivisa tra tutte le amministrazioni dello Stato, enti locali, organizzazioni no profit e organismi gestori di forme di previdenza e assistenza, i quali sono tenuti a fornire obbligatoriamente le informazioni contenute nei propri archivi.
Il casellario è costituito da tre distinte banche dati: prestazioni sociali agevolate, prestazioni sociali, valutazioni multidimensionali. Quest’ultima contiene le prestazioni erogate con presa in carico da parte del servizio sociale, relative ai settori dell’infanzia, adolescenza e famiglia, della disabilità e non autosufficienza e della povertà, esclusione sociale e altre forme di disagio.
Il casellario ha come prima missione quella di raccogliere, conservare e gestire i dati relativi alle prestazioni sociali erogate nonché le informazioni utili alla presa in carico dei soggetti aventi titolo alle medesime prestazioni, incluse quelle sulle caratteristiche personali e familiari e sulla valutazione del bisogno.
Servirà inoltre ad assicurare una compiuta conoscenza dei bisogni sociali e del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, con un occhio sui flussi di spesa. Inoltre, le informazioni del casellario saranno utilizzate per rafforzare i controlli connessi all’erogazione di prestazioni sociali agevolate condizionate dall’Isee e all’irrogazione di sanzioni per fruizioni illegittime.
Il casellario, infatti, è intimamente legato all’indicatore della situazione economica, la cui norma istitutiva (l’articolo 5 del Dl 201/2011, convertito dalla legge 214/2011) aveva già preconizzato il rafforzamento del sistema dei controlli attraverso la condivisione degli archivi e la costituzione di una banca dati delle prestazioni condizionate all’Isee.
Queste disposizioni sono state applicate col Dm Lavoro 8 marzo 2013 e col Dpcm n. 150/2013, a cui si è aggiunto l’articolo 16 del Dl 5/2012 (convertito dalla legge 35/2012) che obbliga gli enti erogatori a inviare all’Inps le informazioni sui beneficiari e sulle prestazioni , da oggi convogliate nel casellario dell’assistenza e nel sistema informativo dei servizi sociali (SISS).
Tuttavia, il casellario non è ancora operativo. Sarà un futuro decreto direttoriale a fissare modalità attuative e specifiche tecniche per acquisizione, trasmissione e scambio dei dati.

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