Case popolari da riclassificare

Fonte: Il Sole 24 Ore

Con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del Dl 54/13, avvenuta ieri sera, entra in vigore la sospensione dell’Imu su abitazione principale, terreni agricoli ed edilizia sociale decisa venerdì scorso dal primo decreto-legge del governo Letta.
La firma da parte del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e la pubblicazione possono essere letti come un segnale di conferma della marcia a tappe forzate che si vorrebbe imprimere alla riforma del fisco immobiliare, da scrivere per decreto entro luglio, secondo i programmi del Governo. 
Si pensava di “blindare” la sospensione della prima rata come emendamento alla legge di conversione al provvedimento che sblocca i pagamenti arretrati della Pa, ma ieri il Dl 54/13 è stato già inviato alla Camera. Segno che il Governo farà seguire al Dl il suo iter e vuole che sia rapido.
La mossa non alleggerisce però di un grammo gli effetti sui contribuenti dell’intreccio non proprio lineare dei decreti sull’Imu e, soprattutto, le incognite sui progetti di riforma complessiva.
Chi paga e chi no
Sul primo versante, la pubblicazione del Dl 54/13 sospende ufficialmente i versamenti Imu di giugno per abitazioni principali, terreni agricoli ed edilizia sociale, fino al 16 settembre se in estate non partirà «l’attuazione» (così dice il decreto) della «riforma complessiva», ancora tutta da scrivere. L’«abitazione principale» sospesa dal decreto è quella delineata dalla normativa Imu, per cui trascina nello stop alla rata solo una pertinenza per categoria catastale (cantina, magazzino, rimessa o tettoia) e impone per le pertinenze di troppo il trattamento come «altri immobili»: versamento a giugno con l’aliquota ordinaria decisa dal Comune.
I calcoli
Sulle modalità di calcolo della rata di giugno per i 30 milioni di immobili non toccati dalla sospensione, la pubblicazione del Dl lascia immutato un quadro normativo reso fumoso da una pioggia di interventi. In vigore c’è il Dl 35/13 nella sua versione originaria, che imporrebbe ai contribuenti di calcolare la prima rata sull’aliquota decisa dai Comuni entro il 9 maggio e pubblicata sul sito del dipartimento Finanze entro il 16. La legge di conversione, approvata alla Camera e in attesa del voto al Senato, modifica questa norma, che imporrebbe di ricostruire la tempistica con cui il Comune ha fatto le proprie scelte fiscali; l’emendamento fa pagare ai proprietari semplicemente il 50% dell’Imu calcolata con le aliquote 2012, rimandando a dicembre i conti con il conguaglio.
Assimilazioni
Parzialmente diverso il quadro delle assimilazioni: nella sospensione della prima rata rientrano pure le abitazioni che i singoli Comuni hanno assimilato a quelle principali, con un meccanismo che avviene spesso per gli immobili di proprietà degli anziani ricoverati in strutture di lungodegenza e più raramente per quelli dei residenti all’estero. In questo caso, si possono considerare sospesi anche i versamenti sugli immobili che nel 2012 non erano assimilati, ma sono stati resi tali da eventuali scelte locali di quest’anno. 
Riforma e paradossi
Su tutto il meccanismo pende naturalmente l’incognita legata alla «riforma complessiva» promessa dal decreto entro l’estate. La questione si intreccia con quella dell’aumento Iva previsto per il 1° luglio, al punto che il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, ha ipotizzato una riduzione della platea di immobili soggetta a sospensione per trovare le risorse necessarie ad evitare ritocchi all’imposta sul valore aggiunto. 
Tra le indicazioni tecniche va invece segnalata quella di Agefis (l’associazione dei geometri fiscalisti), che suggerisce di abolire classificazioni come quella di casa ultrapopolare (A/5) che “nascondono” immobili in genere ormai ristrutturati e quindi non risponde più alla realtà. In effetti, uno sguardo panoramico sulle città mostra casi curiosi: l’Italia ospita ancora oltre un milione di questi alloggi, ma a Roma dopo i riclassamenti le case “ultrapopolari” sono 13.681, mentre Milano ne conta più del doppio (30.622) e Napoli addirittura 54.603. Cioè il 21% di quelle del complesso dei capoluoghi di provincia italiani.

Le tappe

17 giugno
La prima rata e la sospensione 
Data entro cui va versata la prima rata dell’Imu per il 2013. Vale per tutti gli immobili diversi da quelli inclusi nel Dl che ha sospeso questa scadenza

Luglio
La riforma auspicata 
Mese entro il quale il Governo ha dichiarato di voler procedere alla «riforma complessiva» della fiscalità sul patrimonio immobiliare

31 agosto
La data per la clausola di salvaguardia 
Termine entro il quale il Governo deve provvedere alla «riforma complessiva», altrimenti per calcoli e pagamenti restano le regole attuali

16 settembre
La seconda rata
Giorno entro cui, salvo novità della prevista riforma estiva, chi ha già pagato a giugno dovrà versare la seconda rata e gli altri la prima

16 dicembre
Il saldo
Ultima scadenza Imu per il 2013, almeno secondo l’attuale quadro normativo: tutti dovranno pagare il saldo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.