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Cambia la riscossione: aggio più leggero e notifiche via Pec

Fonte: Il Sole 24 Ore

Aggio della riscossione ridotto al 3 o al 6%, a seconda della tempestività del pagamento delle somme iscritte a ruolo. E ancora, notifica delle cartelle di pagamento tramite Pec non solo a imprese e professionisti, obbligati ad averla, ma anche agli altri contribuenti che ne facciano esplicita richiesta. Sono queste le principali novità contenute nello schema di decreto legislativo sulla riscossione attuativo della delega fiscale, che venerdì scorso ha ottenuto il via libera del Consiglio dei Ministri ed è ora in Parlamento per l’approvazione finale entro il 25 settembre prossimo.

Aggio della riscossione 
Le spese dovute all’agente della riscossione in caso di cartella di pagamento – finora comunemente conosciute come aggio della riscossione – subiscono una radicale modifica. Oltre a una nuova nomenclatura (ora si parla, infatti, di oneri di riscossione e di esecuzione), cambiano favorevolmente anche le quote a carico del contribuente: è prevista una quota a carico del contribuente pari al 3% sulle maggiori imposte iscritte a ruolo, nonché sulle sanzioni e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo nel caso di pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella, invece che dell’attuale 4,08% (che corrisponde al 51% dell’8% a titolo di aggio della riscossione a carico del contribuente) da applicare su tutte le somme dovute, ad eccezione delle spese di notifica. 
Nel caso, invece, di pagamento oltre i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, la quota di oneri di riscossione a carico del contribuente sarà pari al 6%, invece che l’attuale 8%, da calcolare sempre non solo sulle maggiori imposte iscritte a ruolo ma anche sulle sanzioni, sugli interessi da ritardata iscrizione e sugli interessi di mora.
È previsto, inoltre, un periodo transitorio con l’obiettivo di evitare buchi di bilancio a Equitalia. Questo vuol dire che sulle cartelle emesse fino alla fine di quest’anno l’aggio dovrebbe continuare a essere pari all’8 per cento.
Infine, sarà possibile pagare gli oneri di riscossione pari all’1% delle somme dovute a seguito, ad esempio, di avvisi bonari in caso di riscossione spontanea, prima della notifica della cartella di pagmento. 

Notifica della cartella via Pec 
L’invio tramite Pec delle cartelle esattoriali non rappresenta una novità. Da giugno 2013 era partita la prima sperimentazione da parte di Equitalia, che inizialemente ha provveduto a notificare in questo modo le cartelle di pagamento soltanto alle società di persone e di capitali di alcune Regioni (Molise, la Toscana, la Lombardia e la Toscana). Si è trattato, però, solo di una prima fase che ha, di fatto, anticipato quello che, a regime, sembra sia accaduto quasi in tutta Italia per tutti i soggetti (anche persone fisiche) obbligati per legge a dotarsi di una casella Pec. 
Oltre alle società, sia di persone che di capitali, si tratta anche dei professionisti e delle ditte individuali attive non soggette a procedura concorsuale. Infatti, al fine di inviare tramite Pec le cartelle, Equitalia utilizzerà gli indirizzi presenti e consultabili presso il Registro delle imprese (per le società e le ditte individuali) e presso gli ordini o collegi professionali (per i professionisti). Tuttavia, ed è questa è la vera novità, il contribuente non obbligato ad avere la Pec può decidere di dotarsene al fine di poter ricevere su tale indirizzo le eventuali cartelle di pagamento e risparmiare così i costi di notifica. 
Infine, alla luce della nuova versione del decreto, Equitalia dovrebbe concedere automaticamente – e non più discrezionalmente – la dilazione in caso di debiti fino a 50mila euro da parte dell’agente della riscossione. 

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