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Calendario lungo per l’autonomia: obiettivo 2023

Fonte: Sole 24 Ore

di GIANNI TROVATI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Fine legislatura: 2023. Comincia ad abbozzarsi un calendario di massima per il completamento dell’autonomia differenziata. Ed è un calendario lungo. Inevitabile, se si vuole «ribaltare» la prospettiva come chiede il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia e costruire un’architettura che parta dalla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e dai fabbisogni standard. Ma politicamente delicato.

Completare il processo entro fine legislatura
A indicare l’obiettivo di «completare il processo entro fine legislatura» è stato ieri lo stesso Boccia, a Milano per l’incontro con il presidente leghista di Regione Lombardia Attilio Fontana. Incontro che per il lessico ufficiale è stato «franco», come accade quando a sedersi intorno al tavolo sono due parti che non condividono praticamente nulla sull’oggetto del confronto. «Con Fontana dobbiamo capirci per forza – ha scherzato Boccia -. Quando vorrà gli parlerò in pugliese, quando vorrà gli parlerò in milanese». Ma per Fontana ieri il ministro «ha parlato soprattutto romano, che è la lingua più diffusa nel mondo della politica».

Il problema del merito
Più che di vernacoli però il problema è di merito. Perché ieri Fontana, come lunedì il suo collega veneto Luca Zaia, ha rilanciato l’impianto lombardo-veneto dell’autonomia, che punta tutto sul trasferimento di competenze e della spesa oggi statale che finanzia quelle funzioni svolte sul territorio. È un impianto, va detto, avviato prima del governo gialloverde, con le pre-intese firmate dalle Regioni (allora per la Lombardia c’era Roberto Maroni) con il governo Gentiloni. Ma l’ottica del governo Conte-2, portata avanti da Boccia che sul tema lavorerà con il titolare dell’Economia Roberto Gualtieri e il ministro del Sud Giuseppe Provenzano, è opposta. Prima viene la griglia dei diritti (livelli essenziali delle prestazioni) e delle spese da garantire (fabbisogni standard); e su questa base si innesta la geografia delle competenze.

Percorso predefinito per l’autonomia differenziata
Il governo prova così a costruire un percorso predefinito per l’autonomia differenziata, coprendo la falla più evidente della riforma del Titolo V che prevede il trasferimento di competenze ma nulla dice su come arrivarci. Ma ovviamente i tempi si allungano rispetto alle promesse alimentate dagli ultimatum a catena lanciati dalla Lega da gennaio ad agosto. «Io corro – rivendica Boccia – ma ho ereditato un nulla di fatto». E soprattutto si complicano le prospettive delle richieste più pesanti avanzate da Milano e Venezia, a partire dai ruoli regionali per gli insegnanti.
Proprio la scuola ha occupato il centro della scena nell’incontro di ieri a Milano. Lombardia e Veneto chiedono ruoli regionali per garantire la continuità didattica e fermare l’esodo prodotto dalle mobilità degli insegnanti verso Sud. «È un problema che si risolve con leggi ordinarie», dice Boccia, rilanciando l’allungamento del periodo obbligatorio di permanenza nella sede di assegnazione per chi vince i concorsi.
Ma Fontana torna a ribadire che la Lombardia «farà una legge propria» se non arriveranno «risposte a breve» sulla proposta della Regione. Mentre l’autonomia cerca una strada, insomma, le polemiche politiche l’hanno già (ri)trovata.

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