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Bollette sospese, proroghe dei bandi e delle certificazioni

Fonte: Sole 24 Ore

di CARMINE FOTINA e MARCO MOBILI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Potrebbe essere sabato il giorno utile per varare il secondo decreto legge legato all’emergenza Coronavirus. Al consiglio dei ministri dovrebbe arrivare un primo pacchetto di misure per l’economia, quelle ritenute più urgenti perché legate a scadenze, adempimenti, obblighi burocratici. Si tratterà di interventi mirati alle famiglie e alle imprese dei Comuni della cosiddetta zona rossa. Più avanti, come ha confermato ieri anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, arriverà un più ampio decreto crescita con misure per i settori industriali e le filiere produttive a livello nazionale. Su entrambi i provvedimenti però continuano in queste ore riunioni tecniche per individuare le coperture: già prima dei casi manifestatisi nelle regioni del Nord l’esecutivo era alla ricerca di almeno 1 miliardo per reagire alla frenata del Pil. Ieri nel frattempo la Camera all’unanimità ha approvato il primo decreto con le misure di sicurezza e salute pubblica. L’unica modifica apportata stringe sul coordinamento nazionale prevedendo che le misure adottate a livello locale perdono efficacia se non sono comunicate al ministro della Salute entro 24 ore dalla loro adozione.

Proroghe e sospensioni
Dopo il decreto ministeriale del Mef che ha sospeso fino al 31 marzo gli adempimenti tributari e quelli legati alla rottamazione delle cartelle e al saldo e stralcio, il nuovo Dl punta a rinviare (l’ipotesi è di quattro mesi) anche il pagamento di contributi e bollette e a sospendere, di intesa con l’associazione delle banche Abi, le rate di mutui e finanziamenti. In particolare, per le bollette di gas, elettricità ed acqua il ministero dello Sviluppo economico si sta confrontando con l’Autorità di settore (Arera) e si ipotizza prima una sospensione temporanea dei pagamenti e successivamente la rateizzazione. Quanto alle esigenze delle imprese, il ministero dello Sviluppo è pronto a prorogare i termini relativi ai bandi per gli incentivi (ad esempio per la misura “Disegni +4” e per il cosiddetto Proof of concept per università e centri di ricerca pubblica). Si valuta anche se accogliere interamente le richieste giunte martedì dagli artigiani per sospendere i termini relativi a varie certificazioni: sistemi di qualità, Soa (appalti pubblici di lavori), Durc (documento unico regolarità contributiva), OT24 (interventi di miglioramento e prevenzione in materia di salute e sicurezza). Un fondo indennizzi potrebbe supportare le imprese che hanno subito danni diretti ma anche quelle con difficoltà indirette (fornitori e subfornitori) purché dimostrabili, anche se non hanno sede nella zona incluse nelle ordinanze. Confermato al momento il plafond di 21 milioni per la cassa integrazione in deroga per le piccole imprese che non hanno accesso agli ammortizzatori ordinari. Export Il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio ha annunciato per martedì una riunione per fare il punto sull’export e sul made in Italy. Gli interventi viaggiano verso il più complessivo decreto crescita che avrà bisogno di più tempo e aggiustamenti in corsa anche alla luce della quantificazione puntuale degli effetti negativi sui settori produttivi. Di Maio ha parlato di 300 milioni per affrontare l’emergenza export. Si tratta in realtà di risorse già esistenti e da tempo inserite nella pianificazione dell’Agenzia Ice: circa 140 milioni del piano straordinario made in Italy, 17,3 milioni di fondi ordinari della gestione Ice, 14 milioni dl piano Export Sud. Altri 130-40 milioni sono residui di annualità precedenti del budget Ice. Il ministro ha aggiunto ieri che arriveranno ulteriori 350 milioni per il fondo Sace-Simest. In questo caso si tratterebbe di fondi con coperture tutte da individuare. L’idea sarebbe recuperare un emendamento dei 5 Stelle alla legge di bilancio (quindi pre emergenza coronavirus) che mirava a rimpinguare il “fondo 394” di Sace Simest per finanziamenti a tassi agevolati a imprese esportatrici. Per quanto riguarda il ministero dello Sviluppo, per ora sono stati individuati 100 milioni di residui da impiegare per le nuove misure.

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