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Azione congiunta fuori dalle grandi città

Fonte: Il Sole 24 Ore

Alleanze con i Comuni medio-piccoli, fino a 40mila abitanti, per fare la lotta all’evasione attraverso strutture intermedie e rimediare così alla carenza di competenze, evitando anche un rapporto troppo «stretto» fra controllore e controllato. È il nuovo fronte aperto dal provvedimento firmato ieri dal direttore dell’agenzia delle Entrate (e anticipato sul Sole 24 Ore del 2 febbraio), e disciplinato dall’intesa siglata ieri a Reggio Emilia fra Entrate, Anci e Ifel. Il supporto ai Comuni meno grandi è il passaggio strategico per rendere la lotta locale all’evasione un’esperienza il più possibile ampia.
Urbanistica ed edilizia sono i terreni chiave. Il provvedimento direttoriale disegna però un ruolo più ampio per i sindaci che si vogliono alleare con il Fisco, indicando anche quale debba essere il destinatario della «segnalazione qualificata» (in grado, cioè, di indicare da sola l’evasione o l’elusione) in base al terreno messo sotto esame. In fatto di commercio e professioni, per esempio, sui tavoli dell’Agenzia devono finire le segnalazioni sullo svolgimento di attività diverse da quelle indicate nella Partita Iva, ma se la partita Iva non esiste del tutto o i ricavi raccontano una storia diversa rispetto alle dichiarazioni l’indirizzo da scrivere è quello della Guardia di Finanza. Distinzioni analoghe, e precisate punto per punto dal provvedimento, tornano negli altri ambiti d’intervento, dall’urbanistica all’edilizia, dalle residenze estere ai beni che indicano un tenore di vita superiore a quello conosciuto dal Fisco. Con l’Inps, invece, si lavorerà sul sommerso, e lo stesso accadrà con l’agenzia del Territorio per le materie di competenza.
A rendere operativi in pieno questi canali, disciplinando anche l’accesso dei Comuni ai database e la trasmissione ai sindaci delle dichiarazioni dei “loro” contribuenti, saranno le convenzioni informatiche in arrivo con Entrate, Inps e Territorio.

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