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Authority per controllare i conti

Fonte: Italia Oggi

Un’Authority per il controllo dei conti pubblici. Sul modello del Congressional budget office (Cbo) americano anche in Italia nascerà un organismo indipendente, presso il parlamento, con compiti di analisi, verifica e valutazione in materia di finanza pubblica. A stabilirlo è il disegno di legge per l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, il cui testo, a questo punto definitivo, è stato messo a punto ieri nel corso della riunione congiunta delle commissioni affari costituzionali e bilancio di Montecitorio, alla presenza del ministro per i rapporti con il parlamento Piero Giarda.
Il nuovo organismo, ha spiegato Giarda, «sarà un’autorità indipendente che certificherà e valuterà se le previsioni di finanza pubblica sono coerenti con le norme che la sostengono, se le stime di intervento correttivo sono appropriate e coerenti con le prospettive di crescita e le normative vigenti».
Una legge fisserà entro il 28 febbraio del 2013 struttura e poteri precisi del Cbo italiano.
Intanto però, scoppia la polemica con la Corte dei conti critica verso la decisione della camera di cancellare la norma del testo originario del ddl che affidava alla magistratura contabile la possibilità di promuovere il giudizio di legittimità costituzionale per la violazione dell’obbligo di copertura finanziaria delle leggi.
La soppressione dell’articolo 2 del ddl ha suscitato l’allarme del presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino che ha scritto una lettera al presidente della camera Gianfranco Fini (trasmessa anche ai presidenti delle due commissioni di Montecitorio, Donato Bruno e Giancarlo Giorgetti) per chiedere di ripristinare il testo originario.
«Non ci si può limitare a prevedere un sistema di analisi, verifica e valutazione senza prevedere anche un indispensabile momento e una procedura di chiusura, con carattere sanzionatorio, di competenza della Corte costituzionale su iniziativa della magistratura competente che non può che essere individuata nella Corte dei conti», ha scritto Giampaolino.
Sinora la Corte dei Conti, ha proseguito, «ha potuto rimettere al giudice delle leggi le questioni di legittimità costituzionale soltanto in via incidentale, tale disposizione è indispensabile».
Ma la missiva non ha mutato la decisione, come ha spiegato il ministro Giarda: «Le commissioni hanno ritenuto di mantenere il loro orientamento, può dispiacere a qualcuno, ma è una decisione del parlamento».
Oggi dovrebbe arrivare il via libera al testo che poi passerà al senato. Ma, trattandosi di un ddl costituzionale, saranno necessari un ulteriore passaggio a Montecitorio e un altro a palazzo Madama, per una terza e quarta lettura in identico testo, prima di veder recepite le modifiche all’art. 81 della Costituzione.

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