MILANO – I Comuni che hanno già approvato il bilancio 2011 potranno deliberare l’istituzione o l’aumento dell’addizionale Irpef, e l’introduzione della tassa di scopo, senza dover riapprovare il preventivo. Le delibere che ritoccano i tributi «liberati» dal federalismo municipale sono illegittime se varate prima del 7 aprile, data di entrata in vigore del Dlgs con il nuovo Fisco comunale, e legittime ma «sospese» se approvate dopo quella data. Sono i chiarimenti contenuti in una risoluzione che il ministero dell’Economia sta per emanare, dopo averla concordata con il Viminale, per chiarire i dubbi applicativi sugli interventi tributari resi possibili dal federalismo municipale. La risoluzione, a quanto si apprende, dovrebbe rimuovere l’ostacolo principale incontrato finora dai Comuni nei movimenti delle aliquote; le regole, nell’interpretazione della Corte dei conti della Lombardia suffragata poi dalle Sezioni riunite di controllo nella delibera 2/2011, impedirebbero di istituire o aumentare i tributi, con effetto retroattivo, dopo aver approvato il bilancio preventivo. Le indicazioni ministeriali andranno in senso contrario, e apriranno la strada a modifiche tributarie anche dopo il varo del preventivo, purché assunte entro il termine ultimo per l’approvazione dei bilanci (quest’anno, grazie a una doppia proroga, è slittato al 30 giugno). Ma che cosa succede ai Comuni che hanno già varato gli aumenti dell’addizionale o l’introduzione dell’imposta di soggiorno, magari proprio per rispettare la contestualità fra scelte tributarie e di bilancio richiamata dalla Corte dei conti? La risoluzione ministeriale dovrebbe dividere questi Comuni in due famiglie: i primi, che hanno votato le delibere prima dell’entrata in vigore del Dlgs il 7 aprile scorso, non avranno chance, e dovranno votare nuovamente la decisione. Le delibere di chi ha scelto dopo il 7 aprile, invece, saranno considerate «legittime» ma «sospese» fino al 7 giugno, data di scadenza per l’emanazione dei regolamenti ministeriali che dovrebbero disciplinare addizionale Irpef e imposta di scopo. Il decreto federalista, infatti, fissa i criteri per i ritocchi (tetto del 4 per mille all’aliquota e del 2 per mille agli aumenti per l’Irpef, proporzionalità e limite a 5 euro per l’imposta di soggiorno), ma spiega che potranno essere adottati dai Comuni «in mancanza del regolamento» entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Dlgs. Molti Comuni, però, sono intervenuti sulle aliquote senza aspettare i termini, e ora si vedono «sospese» le decisioni. Resta il fatto, comunque, che la sospensione non permette di iscrivere a bilancio il gettito previsto, e quindi di coprire con questa entrata le spese indicate negli stessi preventivi
Aumenti Irpef già decisi legittimi ma sospesi
Tributi locali – Bocciate solo le delibere prima del 7 aprile
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