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Attestati di rischio Rc trasparenti senza utilizzatore

Fonte: Il Sole 24 Ore

La smaterializzazione degli attestati di rischio Rc auto annunciata dall’Ivass a fine aprile riguarderà le auto aziendali solo parzialmente. Il settore sarà invece coinvolto in pieno dalla successiva smaterializzazione del contrassegno assicurativo, che però in generale avrà un impatto limitato dal punto di vista della lotta all’evasione dell’obbligo di copertura (si veda il Sole 24 Ore del 25 aprile).

Le auto aziendali saranno poco coinvolte sul fronte degli attestati di rischio perché spesso non sono coperte con normali polizze bonus malus, ma con quelle a libro matricola, che prevedono il pagamento di un premio unico per tutta la flotta di una certa impresa o di un operatore di noleggio. Questo premio è calcolato in base alla sinistrosità dell’intera flotta e al numero di veicoli assicurati (ricavato appunto dal libro matricola, dove sono registrate acquisizioni e dismissioni dei mezzi). Dunque, non c’è alcun attestato di rischio relativo al singolo mezzo.

Il documento è invece necessario per molte piccole imprese e professionisti che utilizzano veicoli di proprietà e hanno un parco limitato, per il quale non è giustificato il ricorso al libro matricola. Sono dunque questi i soggetti assimilabili ai privati cittadini e che per questo saranno soggetti anch’essi alle novità annunciate dall’Ivass, che saranno operative dal 1° luglio.
La prima è la maggiore analiticità dell’attestato: i sinistri menzionati, oltre che essere divisi per anni (gli ultimi sei), dovranno essere riportati segnalando se hanno riguardato solo danni a cose, solo danni a persone o entrambi. Inoltre, occorre riportare non solo il nome o la ragione sociale del contraente, ma anche quelli del «soggetto avente diritto».

Quest’ultimo particolare non dà diritto all’utilizzatore del veicolo aziendale di acquisire una propria classe di merito su di esso: con questa definizione il regolamento Ivass 4/2006 intende il proprietario, l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio o il locatario (in caso di locazione finanziaria). Occorrerà vedere se in futuro, sollevando il problema specifico, la figura dell’utilizzatore sarà aggiunta a questi soggetti.

L’attestato andrà consegnato non più solo ai contraenti, ma anche i soggetti aventi diritto (che prima potevano riceverlo solo nel caso ne facessero richiesta). Ma per la consegna a questi ultimi le compagnie assicurative hanno tempo fino al 31 ottobre per adeguarsi. In ogni caso, la consegna ha più un valore d’informazione alla clientela: le compagnie, in sede di stipula di una nuova polizza, dovranno fare riferimento ai dati presenti nella banca dati Ania, che assume valore ufficiale. Tanto che le assicurazioni che non la alimenteranno saranno soggette a sanzioni.

Quanto alla smaterializzazione del contrassegno, essa dal 18 ottobre dovrebbe riguardare tutti i veicoli, con modalità ancora da fissare nei dettagli. 

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