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Assunzioni e salvaguardia sulle procedure già avviate, enti alla prova degli effetti collaterali

Fonte: Sole 24 Ore

di GIANLUCA BERTAGNA (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Dalle parole del Governo in Conferenza Stato-Città sono giunte due confortanti notizie: il tanto atteso decreto attuativo delle norme assunzionali per i Comuni post decreto Crescita dovrebbe decorrere dal 20 aprile prossimo e nel frattempo verranno fatte salve le procedure avviate con le precedenti regole. D’altronde il Dpcm non è ancora in Gazzetta Ufficiale e inevitabilmente le scelte di un’amministrazione non possono ricadere su normative non vigenti o ancora in bozza. I Comuni che stanno adottando gli atti della programmazione del fabbisogno 2020/2022 possono (devono) farlo secondo le vecchie, oggi vigenti, regole; e le procedure, avviate entro la decorrenza del Dpcm, saranno fatte salve. L’inevitabile apertura è sicuramente opportuna ma porta, comunque, con sé effetti che non vanno sottovalutati. Ecco perché.

Le regole del Decreto Crescita
Come già più volte riassunto, l’articolo 33 del Dl 34/2019 collocherà i Comuni in tre fasce. Ci saranno enti al di sotto della percentuale più bassa, cosiddetti virtuosi, che potranno avere nuovi spazi assunzionali; alcune amministrazioni saranno al di sopra della fascia più alta e questi dovranno rientrare nella relativa percentuale entro il 2025; e, infine, ci sono gli enti che si collocheranno tra le due fasce che non potranno, di anno in anno, superare la spesa di personale dell’ultimo consuntivo approvato. Cosa succede, però, se nel frattempo gli enti assumono personale in esecuzione della normativa previgente? Quali effetti ci sono? Se è vero che ogni anno la percentuale del rapporto tra spese di personale ed entrate correnti va rideterminata per capire in quale fascia ci si colloca basandosi sull’ultimo rendiconto approvato, le maggiori spese che si avranno nel 2020 verranno utilizzate come base di calcolo per la programmazione 2022/2024 con questi effetti.

Enti sotto la percentuale più bassa
In questo caso, essere virtuosi, può significare che le assunzioni disposte in questi mesi di “sospensione” dall’applicazione del Dpcm non facciano peggiorare la situazione, ma dipende da quanto si è lontani dal valore soglia. Enti, invece, molto vicini alla percentuale più bassa rischieranno di trovarsi nel 2022 nella fascia intermedia con l’obbligo di contenere la spesa di personale proprio rispetto allo stesso anno 2022 (limite che nel frattempo, però, si è alzato alla luce delle assunzioni concesse alla «vecchia maniera»).

Enti sopra la percentuale più alta
Un’assunzione disposta in queste settimane comporta l’incremento della spesa di personale del 2020 con la possibilità che il rapporto tra spese di personale e entrate correnti peggiori e quindi aggravando il percorso per raggiungere entro il 2025 la percentuale di riferimento. Ma potrebbe anche non essere così. Infatti, se questi enti nel frattempo adottassero azioni per incrementare le entrate correnti, la maggior spesa di personale potrebbe non essere peggiorativa dell’indicatore complessivo. Enti tra le due percentuali L’obiettivo, va ricordato, è quello di mantenere la spesa di personale di ogni anno al di sotto di quella dell’ultimo rendiconto approvato, quindi, ad esempio, a Dpcm in vigore, per l’anno 2020 questi enti non potranno superare la spesa 2018. Innanzitutto ci potranno essere enti che già con le assunzioni fatte legittimamente nel 2019 non sono in grado di rispettare questo paletto, ma l’assunzione disposta in questi primi mesi dell’anno, potrebbe addirittura peggiorare questo saldo. Tra tutte, va sottolineato, questi enti sono quelli che avranno la maggiore criticità. La prova dei numeri e dei calcoli conferma, ancora una volta, che le informazioni minime contenute nell’articolo 33 del Dl 34/2019 e nella bozza del Dpcm non bastano per una programmazione adeguata e precisa delle assunzioni. Nel frattempo, è vero, si può continuare come in passato, con le stesse regole, ma la cosa più auspicabile di tutte è che giungano presto le istruzioni operative perché la concessione di una decorrenza dal 20 aprile è solo un salvagente per una barca che fa acqua da tutte le parti.

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