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Assenteismo nella PA, stop agli slogan

Fonte: Italia Oggi

di MAURIZIO PETRICCIOLI (da Italia Oggi) – In collaborazione con Mimesis s.r.l.

Ho letto con attenzione la notizia relativa all’attestato conferito dal ministro della PA, Giulia Bongiorno, ai dirigenti che si sono distinti nella lotta all’assenteismo. In un Paese falcidiato dalla illegalità e dalla fuga dai doveri, occorre riaffermare il valore della responsabilità come fatto pubblico e collettivo. Oltre alle sanzioni e al «paradigma dei controlli», è necessario introdurre un sistema di premialità che valorizzi i dirigenti che hanno saputo far lavorare bene i dipendenti, ottenendo risultati positivi per il Paese. Le vicende dei mesi passati, le disfunzioni della p.a., lo stato della manutenzione dei beni pubblici sul territorio e la corruzione, ci indicano quanto non sia più rimandabile il passaggio da una «cultura dell’adempimento normativo» (che, sotto l’alibi di una legalità formale, cela improduttività e anti economicità strutturali) ad una «cultura del servizio e del valore pubblico» che si concentra sui bisogni espressi da cittadini e imprese.

Per fare questo non bastano gli slogan contro i «furbetti» o le crociate contro «dirigenti e impiegati fannulloni» ma è necessario realizzare azioni concrete per mettere i dirigenti nella condizione di operare; per colmare la carenza degli organici; per non impoverire ulteriormente il bagaglio di conoscenze delle p.a. e la loro capacità di fare, agendo sulla motivazione e valorizzando impegno, professionalità ed esperienza, quando si traduce in capacità di soluzione dei problemi. Urgono processi di riforma condivisi dell’organizzazione del lavoro pubblico, la revisione dei sistemi di classificazione ed inquadramento professionali, nuovi contratti (il ministro della p.a si impegni per aiutarci a chiudere positivamente i contratti della dirigenza e ci aiuti a creare condizioni legislative utili a favorire l’avvio del negoziato relativo ai CCNL 2019-2021); bisogna coniugare obiettivi di legalità ed efficienza con quelli di efficacia dei risultati ed economicità dell’azione amministrativa, riqualificando e motivando il personale in servizio.

Se si vuole far questo, in un’epoca di enormi difficoltà economiche, occorre collaborazione fra tutti i soggetti che contribuiscono al funzionamento della p.a., attraverso un modello di relazioni politiche e sindacali che favorisca la partecipazione dei dipendenti al raggiungimento degli obiettivi. Occorre operare affinché si superi il clima di sfiducia nei confronti dei dipendenti pubblici, costruito mediaticamente sugli errori di pochi per rendere accettabile la politica dei tagli ai servizi pubblici. Il clima di campagna elettorale continua non aiuta. Occorre abbandonare gli slogan e lavorare insieme per costruire il futuro del lavoro pubblico e del Paese.

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