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Arriva l’obbligo delle fatture on line

Pubblica amministrazione, vele spiegate verso la fatturazione on line obbligatoria. Lo scorso venerdì, il Consiglio di Stato ha dato il via libera al quadro ministeriale che stabilisce le modalità applicative per la ricezione delle fatture unicamente per via digitale. Manca, dunque, solo l’ultimo step del Consiglio dei ministri per l’entrata in vigore definitiva delle disposizioni introdotte all’articolo 1 della legge 244/2007, dove è stato sancito il divieto assoluto per la pubblica amministrazione di effettuare pagamenti che anticipino l’arrivo della fattura in formato elettronico. La novità, come si vede, è davvero rivoluzionaria, sia a livello contabile che a quello procedurale e organizzativo, e per questo richiede altro tempo per la completa attuazione. Ottenuta la luce verde anche dal gabinetto dell’esecutivo, infatti, la norma diverrà esecutiva nell’arco di un anno per le amministrazioni centrali, quali Ministeri, istituti fiscali ed enti di previdenza, mentre, per gli uffici pubblici locali si dovranno attendere fino a 2 anni. Il count down partirà una volta avvenuta la pubblicazione di un apposito provvedimento messo a punto dai Ministeri dell’economica, dell’innovazione in raccordo alla Conferenza unificata. A essere interessati, come elencato in calce al decreto 201/2011, saranno tutti quegli uffici che hanno ruolo riconosciuto nella lista diramata annualmente dall’Istat con cadenza 30 settembre, dove si identificano tutte quelle realtà amministrative che concorrono al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica nell’interesse generale e del corretto andamento amministrativo. Le ricadute più a breve termine, allora, si avranno sugli stessi fornitori della Pa, che dovranno adeguare gradualmente il proprio sistema di fatturazione secondo quanto previsto dalla nuova normativa. Per i soggetti interessati all’emanazione delle fatture, naturalmente, sarà aperta la possibilità di inviare fatture e rendiconti parziali, purché diventino, nell’intervallo di tempo indicato, esclusivamente in formato elettronico. Ma anche per gli enti pubblici l’obbligo diventerà una spinta all’ammodernamento sia dell’organizzazione che dello svolgimento procedurale, trattandosi di una riforma che finisce a toccare anche il sistema informatico e i processi di archiviazione dei documenti sui saldi da effettuare. Trattandosi, infatti, di una disposizione comunitaria, inserita in un nugolo di direttive Ue, è molto probabile che il formato dei documenti pervenuti alla pubblica amministrazione sotto forma di fatture elettroniche siano ascrivibili al formato .xml, in modo da garantire una facilità di lettura anche oltreconfine. I documenti verranno distribuiti per mezzo dello Sdi – il sistema di interscambio – guidato, come noto, dall’Agenzia delle entrate per mezzo di Sogei. Naturalmente, i campi richiesti per il corretto inoltro delle fatture saranno le “generalità” fiscali e giuridiche del soggetto deputato all’invio e dell’ente pubblico che verrà chiamato al versamento una volta ricevuta la rendicontazione. La pubblica amministrazione coinvolta, a questo proposito, sarà riconoscibile attraverso l’inserimento di un apposito codice identificativo.

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