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Arriva la videosorveglianza negli asili e nelle case di cura

Fonte: Italia Oggi

di FRANCESCO CERISANO e ANDREA MASCOLINI (da Italia Oggi) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Arrivano le telecamere negli asili, nelle scuole dell’infanzia e nelle case di cura per anziani e disabili. Le commissioni riunite lavori pubblici e ambiente del senato, che ieri hanno concluso i lavori sul decreto legge sblocca cantieri, atteso oggi pomeriggio nell’aula di palazzo Madama, hanno approvato ieri un emendamento della Lega (prima firmataria la senatrice Maria Saponara) che mette sul piatto 10 milioni di euro per il 2019 e 30 milioni all’anno dal 2020 al 2024 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso. Gli stanziamenti andranno a finanziare due distinti fondi che avranno identica dotazione finanziaria: 5 milioni quest’anno e 15 dall’anno prossimo. Uno assegnerà le risorse alle scuole dell’infanzia e l’altro alle case di cura. Tuttavia sulla quantificazione delle risorse pende ancora un punto interrogativo per mancanza di sufficienti coperture.

Nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia l’installazione delle telecamere servirà ad assicurare «la più ampia tutela a favore dei minori». Le telecamere dovranno essere installate in ogni aula delle scuole statali e paritarie. I fondi erogati dal ministero dell’interno ai comuni serviranno anche per l’acquisto di apparecchiature finalizzate alla conservazione delle immagini «per un periodo di tempo adeguato».

Anche le strutture sociosanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità, a carattere residenziale, semiresidenziale o diurno, dovranno installare telecamere e apparecchiature per la conservazione delle immagini. A differenza delle scuole dell’infanzia che dovranno piazzare telecamere in ogni aula, lo stesso obbligo non varrà per le case di cura, per le quali si richiede genericamente che i sistemi di videosorveglianza vengono installati «nelle strutture».

I fondi alle scuole dell’infanzia saranno ripartiti con decreto del ministero dell’interno, di concerto con il ministro dell’istruzione, da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della norma. I fondi alle case di cura saranno invece erogati da ministero della salute di concerto con quello della famiglia. Un plauso per l’approvazione dell’emendamento è arrivato dal ministro dell’interno e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha parlato di «promessa mantenuta». Mentre per il ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno la misura «tutela i soggetti più deboli e indifesi» e costituisce «un deterrente contro abusi e comportamenti impropri».

Gli altri emendamenti approvati ieri
Con un emendamento a firma dei capigruppo di M5S e Lega Stefano Patuanelli e Massimiliano Romeo è stata ritoccata anche la norma che riguarda l’affidamento degli incarichi di progettazione dei servizi di architettura e ingegneria e altri servizi tecnici, nonché l’elaborazione degli atti di pianificazione e programmazione urbanistica. La norma del decreto n. 32 prevede che per importi inferiori a 221 mila euro si debba affidare mediante procedure negoziate «previa consultazione, ove esistenti, di almeno dieci professionisti, utilizzando il criterio di aggiudicazione del minor prezzo con le modalità previste dall’articolo 97, commi 2, 2-bis e 2-ter, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50». In sostanza la disposizione proposta dal governo, derogando al principio generale dell’affidamento con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prevede il ricorso al criterio del prezzo più basso per la scelta di dieci professionisti. L’emendamento interviene innanzitutto sulle modalità di affidamento precisando che per importi fi no a 40 mila euro si potrà procedere mediante affidamento diretto, come avviene secondo la regola generale. Invece da 40 mila a 221 mila la stazione appaltante utilizzerà lo strumento della procedura negoziata. Dal punto di vista degli affidatari l’emendamento richiama i soggetti di cui all’articolo 46 del codice appalti e quindi, oltre ai professionisti singoli o associati, anche le società tra professionisti, le società di ingegneria, i consorzi stabili di società e i raggruppamenti temporanei di progettisti. Se ne dovranno consultare almeno dieci. L’emendamento non prevede più il ricorso al prezzo più basso, per cui si dovrà necessariamente applicare il criterio qualità/prezzo (o offerta economicamente più vantaggiosa) previsto come obbligatorio per i servizi di ingegneria e architettura. Il nuovo comma 5 dell’articolo 17 chiarisce anche che, «fatta eccezione per particolari e comprovate ragioni connesse alla specifica tipologia e alla dimensione dell’intervento, le stazioni appaltanti affidano la redazione della progettazione al livello esecutivo». Quindi si ribadisce la regola dell’affidamento dei lavori sulla base del progetto esecutivo, relegando il ricorso all’appalto integrato solo a casi particolari.

Case mobili
Via libera alle case «mobili» nei territori colpiti dal sisma. Un emendamento approvato ieri ne permette l’installazione e l’utilizzo per evitare lo spopolamento delle zone terremotate. «Al fine di scongiurare fenomeni di abbandono del territorio, nei comuni che presentano una percentuale superiore al 50% di edifici dichiarati inagibili», si legge «è consentita, previa autorizzazione comunale, e comunque fi no a novanta giorni dall’ordinanza di agibilità dell’immobile oggetto di ricostruzione, l’installazione di strutture abitative temporanee e amovibili».

Emendamento M5S: via colpa grave per gli amministratori
Intanto sono trapelate indiscrezioni secondo cui nel vertice di ieri mattina a palazzo Chigi sul dl sblocca cantieri sarebbe emersa una proposta del MoVimento 5 Stelle che stabilisce che possano essere sottoposti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti tutti i contratti di lavori, servizi o forniture, di importo superiore a 150 mila euro. Per questi atti verrebbe esclusa la possibilità di avviare procedimenti per colpa grave. La proposta rappresenterebbe la soluzione ideata dal Movimento 5 stelle per ovviare a un problema che riguarda molte amministrazioni territoriali in cui i funzionari sarebbero restii ad assumere le responsabilità di loro competenza, di fatto bloccando l’avvio di appalti, per il timore di incorrere in procedure giurisdizionali davanti alla Corte dei Conti per responsabilità contabile per colpa grave. Tuttavia, la Lega, si sarebbe detta contraria.

Le novità approvate in commissione
Via libera all’installazione di telecamere di sorveglianza negli asili e nelle case di cura Fino a un milione di lavori, appalti più semplici, grazie all’innalzamento della soglia di importo entro la quale per assegnare i lavori basterà la procedura negoziata senza la necessità della gara. Ridotta dal 50 al 40% la quota di subappalto; cancellato l’incentivo del 2% per la progettazione svolta dai tecnici della Pa Ripristinato il tetto del 30% per il prezzo nell’Oepv; Soppresso il rito «super-accelerato» per i ricorsi Costo della manodopera incluso nell’offerta Nessuna esclusione per irregolarità fi scali non accertate Utilizzo dei Cam (criteri ambientali minimi) solo oltre i 5,5 milioni di lavori.

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