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Appalti pubblici senza deroghe

Fonte: Italia Oggi

Mai più deroghe per appalti pubblici. Rafforzati ulteriormente i poteri di Anac che potrà anche bloccare gare in corso. Divieto di affidamento della direzione lavori al contraente generale. Limiti all’appalto integrato. Commissari di gara scelti da un albo gestito dall’Anac. Qualificazione sui criteri reputazionali delle imprese. Sono questi alcuni dei contenuti del testo del disegno di legge delega per il recepimento delle nuove direttive appalti pubblici e per la riforma del codice dei contratti pubblici che il senato sta discutendo con l’obiettivo di arrivare oggi all’ok in prima lettura.

Il provvedimento, che è molto diverso da quello approvato dal governo a fine agosto 2014, contiene più di sessanta criteri di delega, messi a punto in commissione lavori pubblici, che guideranno entro binari molto stretti il lavoro del legislatore delegato. La principale novità del testo del senato, di cui sono relatori Stefano Esposito e Lionello Pagnoncelli, è l’espresso divieto di deroghe alle procedure che verranno inserite nel nuovo codice appalti. In sostanza esperienze come il G8, l’Expo 2015 e i Grandi eventi di qualche anno fa non potranno più ripetersi. In particolare, il senato ha chiarito che le uniche possibilità di eccezione (e quindi di affidamenti in deroga) saranno contemplate soltanto in ragione di urgenze determinate da calamità naturali, ma sempre con una adeguata pubblicità degli affidamenti disposti in regime di emergenza.

Un altro elemento portante del disegno di legge delega è costituito dal rafforzamento dei poteri dell’Autorità nazionale anticorruzione che potrà emanare provvedimenti vincolanti, procedere all’annullamento della gara in caso di problemi legati a reati contro la pubblica amministrazione, predisporre linee guida e contratti tipo utilizzabili dalle stazioni appaltanti.

Altre rilevanti novità sono quelle legate all’istituzione di un albo dei commissari di gara presso l’Anac, obbligatorio per tutte le stazioni appaltanti con scelta dei commissari a sorteggio e la qualificazione degli operatori economici anche attraverso l’introduzione di criteri reputazionali che, al di là dei diversi parametri di capacità tecnica e economica, andranno a vedere anche come si è comportato l’operatore economico nel recente passato.

Altro punto molto «caldo» anche alla luce degli scandali degli ultimi mesi e dell’insuccesso della legge Obiettivo è il tema degli affidamenti a contraente generale con la previsione del divieto di affidamento della direzione lavori al contraente generale e la creazione di un albo nazionale dei responsabili dei lavori, dei direttori dei lavori e dei collaudatori dei lavori affidati al contraente generale, gestito dal ministero delle infrastrutture che segnalerà alle amministrazioni una rosa di candidati (almeno il triplo) da scegliere poi con sorteggio pubblico.

Dal testo emerge poi una particolare attenzione alla fase progettuale, con una sostanziale limitazione dell’appalto integrato che sarà utilizzabile per opere in cui vi sia una presenza di lavori o componenti caratterizzati da notevole contenuto innovativo o tecnologico, superiore al 70% del valore dell’appalto; inoltre la delega prevede che in via generale si appalti con a base di gara il progetto esecutivo.

Una particolare attenzione viene poi riservata alla necessità di scegliere l’affidatario sulla base della qualità dell’offerta: gli appalti dovranno infatti essere aggiudicati con il criterio dell’Oepv (offerta economicamente più vantaggiosa), che rappresenterà la regola generale e il legislatore delegato dovrà definire in quali residuali casi si potrà utilizzare il prezzo più basso.

Per le concessioni di servizi pubblici e di lavori pubblici (comprese quelle autostradali) non affidate con gara dovrebbe essere previsto l’obbligo di gara per gli affidamenti a terzi di lavori, forniture e servizi connessi alla concessione.

Si danno indicazioni anche in relazione all’accesso alle gare da parte delle piccole e medie imprese (ribadito il divieto di mega lotti) e miglioramento delle condizioni di accesso al mercato dei servizi di architettura e ingegneria e degli altri servizi professionali dell’area tecnica, per i piccoli e medi operatori economici e per i giovani professionisti, anche tramite divieto di aggregazione artificiosa degli appalti.

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