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Anticipazioni a enti infiltrati

Fonte: Italia Oggi

I comuni infiltrati per mafia hanno tempo fino al prossimo 16 settembre per richiedere le anticipazioni di liquidità messe loro a disposizione dall’art. 6 del dl 78/2015. Lo rende noto il ministero dell’interno, con un comunicato pubblicato sul sito della Direzione centrale finanza locale.

Possono accedere alla misura, finalizzata a garantire il tempestivo pagamento delle transazioni commerciali, tutte le amministrazioni che risultano commissariate ai sensi dell’art. 143 del Tuel ovvero il cui periodo di commissariamento risulti scaduto da non più di 18 mesi.

Per presentare la richiesta, occorre accedere allo stesso sito indicato in precedenza, cliccare sulla sezione «Area certificati > Richiesta di dati agli enti > Richieste aperte» e inserire l’importo.

Le anticipazioni potranno essere concesse fino a un massimo complessivo di 40 milioni per il solo anno 2015: qualora l’ammontare delle somme richieste dagli enti interessati ecceda tale importo, il riparto sarà effettuato in misura proporzionale alle istanze medesime.

Le somme anticipate dovranno essere restituite con un piano di ammortamento a rate costanti, comprensive degli interessi calcolati sulla base del rendimento di mercato dei Buoni poliennali del tesoro a 5 anni in corso di emissione, entro un arco temporale massimo di 30 anni a decorrere dal 2019. In caso di mancata restituzione nei termini, scatterà il recupero a valere sulle risorse a qualunque titolo dovute dal ministero dell’interno.

Non si tratta dell’unica agevolazione per gli enti sciolti per mafia prevista dal decreto enti locali. Il comma 7 dello stesso art. 6, infatti, consente loro di derogare, fino a 5 anni dallo scioglimento, al blocco delle assunzioni in caso di mancato rispetto dei tempi di pagamento e di assumere, anche in deroga agli altri limiti previsti dall’ordinamento, fino a un massimo di tre unità di personale a tempo determinato per fronteggiare le proprie esigenze di riorganizzazione strutturale. Ai relativi oneri, gli enti interessati devono, però, far fronte attraverso la corrispondente riduzione di altre spese correnti, nei limiti delle disponibilità di bilancio.

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