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Anci in audizione alla Camera sul DEF

“Il Def riconosce in maniera esplicita il grande contributo dei Comuni a beneficio dei saldi di finanza pubblica e questo è significativo. Ora serve un decreto enti locali, per risolvere le questioni rimaste aperte e per dare stabilità, certezza e normalità a un sistema fortemente stressato nel corso di questi anni difficili”. Lo ha detto il delegato alla Finanza locale dell’Anci e sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, al termine dell’audizione di ieri pomeriggio presso la Commissione Bilancio della Camera, dove Anci è stata ascoltata sul Documento di economia e finanza 2016.

“Serve rendere stabili i meccanismi introdotti dal pareggio di bilancio – ha continuato Castelli – in particolare chiarendo nella riforma della legge 243 gli aspetti legati al fondo pluriennale vincolato che auspichiamo diventi uno strumento fisso e stabile nel tempo. Abbiamo poi chiesto di intervenire sulla riforma del catasto e sul sistema di riscossione locale che impattano fortemente su stabilità dei Comuni. Inoltre – ha aggiunto Castelli – occorre tornare verso una completa autonomia impositiva che l’abolizione della Tasi ha portato verso una fortissima ripresa della finanza derivata che oggi vale 4,5 miliardi di trasferimenti statali basati sulla storicità entrata. Occorre quindi – ha concluso -, e abbiamo registrato la condivisione di molti parlamentari presenti, di una riforma sistemica delle entrate comunale, per superare le contingenze occasionali e ridare senso al concetto autonomia uscito malconcio nel corso degli ultimi cinque anni”.

Il Def, come rimarcato nel documento consegnato, mantiene quindi un indirizzo di espansione delle capacità di investimento del comparto enti locali, proseguendo quanto iniziato con l’eliminazione del Patto di stabilità contenuta nell’ultima finanziaria. Inoltre, riprende il tema della riforma del catasto che secondo Anci necessita però di due ulteriori e precise azioni: l’attivazione di un gruppo di lavoro tecnico per approfondire la tematica e precisare il ruolo dei Comuni e, sempre nella prospettiva di riforma del settore, l’istituzione di una sede di concertazione e coordinamento, che incentivi all’associazionismo della funzione e valorizzi le esperienze di decentramento e il corretto utilizzo delle risorse necessarie alla riforma.

Tuttavia, come rimarcato anche da Castelli, il passaggio alla gestione del bilancio di competenza – e relativo pareggio di bilancio – necessita una messa a punto, non contenuta nel Def, in un’ottica di effettiva autonomia finanziarie e impositiva e di stabilizzazione della finanza locale, anche in vista delle nuove regole di finanza pubblica a cui dovranno attenersi gli enti locali a partire dal 2017. Da qui la necessità di provvedere, tramite apposito decreto-legge enti locali, ad una serie di richieste non contenute nel Def: dalle spese sostenute dai Comuni sede di uffici giudiziari, all’abolizione delle sanzioni da Patto a Città metropolitane e nuove Province; dal ristoro del gettito mancante Imu sui terreni agricoli e montani, fino alle anomalie riscontrate sul riparto dell’addizionale sui diritti di imbarco aeroportuali spettanti ai comuni. Non da ultimo viene chiesto un riassetto complessivo della riscossione locale.

Sulle spese per i tribunali sostenute dai Comuni, l’Associazione è tornata a ribadire come “improcrastinabile” la questione, chiedendo “immediata erogazione” dei fondi disponibili presso il ministero della Giustizia. Ed è stato anche ribadito come sia “condizione essenziale” abolire le sanzioni a Città metropolitane e nuove Province che hanno violato il Patto di stabilità 2015, per permettere loro di predisporre in modo corretto i bilanci 2016.

Altro tema che Anci ha chiesto di inserire nel decreto riguarda i piccoli Comuni, a favore dei quali sono stati sollecitati investimenti, in particolar modo per quelli sotto i mille abitanti. Al contempo i rappresentanti dell’Associazione sono tornati a ribadire l’esigenza di vedere diminuito il forte scostamento tra stime e gettito effettivo 2015 dell’Imu sui terreni agricoli, proponendo, come per il 2014, un fondo di 65 milioni di euro a compensazione del taglio preventivo subito dai Comuni che hanno riscosso un gettito 2015 significativamente inferiore.

Quanto alle anomalie nel riparto dell’addizionale sui diritti di imbarco aeroportuale spettante ai Comuni, Anci ha fatto notare come le entrate riversate dai gestori a titolo di addizionale comunale confluiscano in un fondo gestito dal ministero e il riparto ai 72 Municipi interessati registra, tra il 2007 e il 2014, un ammanco stimabile tra i 73 e i 100 milioni di euro, che ha causato un evidente danno economico agli enti in questione.

Infine il riassetto della riscossione locale. Su questo Anci ha ribadito la necessità di intervenire per garantire maggiore razionalità, partendo dalla revisione del processo di riscossione, con particolare attenzione alla disciplina dell’ingiunzione fiscale e quindi al rafforzamento delle misure di trasparenza e controllo delle aziende private che se ne occupano; alla regolamentazione della fase transitoria delle quote cosiddette inesigibili non ancora riscosse e alla salvaguardia del ruolo delle aziende pubbliche locali che operano nella gestione delle entrate e della riscossione.

 

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