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ANCI, finanza locale: “Sui tributi scelte coraggiose dei sindaci”

ANCI, finanza locale: “Sui tributi scelte coraggiose dei sindaci”

Molti Comuni come Venezia, Bari e Messina, per esempio, hanno deciso di rimandare il pagamento della prima rata IMU o di disapplicare le sanzioni e gli interessi dovuti in caso di ritardato del pagamento. In molti casi si è concentrata l’attenzione su quelle proprietà immobiliari che hanno sofferto di più a causa della pandemia. Si è trattato di decisioni coraggiose anche perché i Comuni, dopo l’abolizione dei trasferimenti erariali, di fatto “vivono” di IMU e dunque ritardare gli incassi può cagionare sofferenze significative sul piano della liquidità”. Queste le parole di Guido Castelli, presidente della Fondazione IFEL ieri mattina ospite della trasmissione quotidiana della Rai “Mi manda RaiTre”.

La scelta del Governo Conte è stata quella di esonerare dal pagamento della prima rata IMU esclusivamente solo le strutture ricettive e alberghiere gestite dal proprietario – ha proseguito Castelli – Una valutazione che nasce dal collasso del sistema turistico italiano causato dall’emergenza Coronavirus. Si è lasciato invece ai singoli Comuni la scelta di poter decidere se posticipare il pagamento della prima rata IMU rispetto al 16 giugno. Molti lo hanno fatto anche se la facoltà non ha riguardato la quota statale dell’IMU dovuta per gli immobili di categoria D (opifici e strutture produttive)”.

La stessa cosa ha riguardato la TARI: i sindaci, che con i cittadini sono state le vere vittime della pandemia, hanno nella stragrande maggioranza provveduto a esonerare, alleggerire o semplicemente spostare il pagamento della TARI o di altri tributi – ha concluso il delegato ANCI –, IFEL ritiene che il fondo stanziato nel Decreto Rilancio per coprire le mancate entrate dei Comuni potrebbe non essere sufficiente. Nel Decreto Rilancio il Governo ha previsto un primo ristoro di 3 mld di euro. Valuteremo costantemente l’andamento dei gettiti ma confidiamo nel fatto che il Governo rispetterà l’impegno di integrare il fondo. In questa fase emergenziale è importante che i Comuni possano contare sulle stesse risorse per garantire l’erogazione dei servizi ai cittadini soprattutto nel settore sociale per colmare l’enorme divario economico tra i cittadini e le nuove povertà dovute alle conseguenze del Coronavirus”.

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