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Anagrafe per le incompiute

Fonte: Italia Oggi

Prevista l’anagrafe delle opere incompiute gestito dal ministero delle infrastrutture; le «incompiute», in base a criteri dettati dal ministero, saranno destinate a nuovo uso e riutilizzo; immediata attivazione degli interventi per la messa in sicurezza delle scuole; entro dodici mesi i collaudi statici per le dighe; concessioni di sola gestione da affidare con procedure di gara ma non per i concessionari affidatari prima del 2002.
Sono queste alcune delle novità approvate al decreto-legge Monti, a seguito degli emendamenti dei relatori, del governo e degli altri parlamentari approvati in commissione bilancio e finanze della Camera. Il testo oggi sarà al vaglio dell’aula.
Un primo emendamento al testo del decreto-legge è finalizzato a garantire la realizzazione di interventi necessari per la messa in sicurezza e per l’adeguamento antisismico delle scuole, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. A tale fine, il governo dovrà dare attuazione all’atto di indirizzo approvato dalle commissioni parlamentari competenti il 2 agosto 2011 e ad adottare gli atti necessari all’erogazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione e dovrà anche riferire alle Camere sull’attuazione di quanto previsto dalla norma. Per le dighe si prevede, con una nuova norma, che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti acquisisca o prescriva il collaudo statico delle opere anche complementari e accessorie degli sbarramenti. Invece i concessionari o i richiedenti la concessione di derivazione d’acqua da dighe dovranno presentare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge disposizione i collaudi statici delle opere. Novità anche per le norme sulle concessioni di sola gestione nel settore autostradale e stradale: l’obbligo di procedura ad evidenza pubblica non si applica ai concessionari che hanno ottenuto la concessione prima del 2002.
L’articolo 44 bis, aggiunto come emendamento parlamentare in Commissione bilancio, istituisce l’elenco-anagrafe nazionale delle opere pubbliche incompiute. Lo scopo di mettere a punto un elenco di incompiute deriva dal fatto che il legislatore intende fare in modo che queste opere siano o riutilizzate o destinate ad ulteriori finalità. La natura di «incompiuta» viene attribuita laddove la causa del mancato completamento dell’opera derivi dalle seguenti condizioni: mancanza di fondi; cause tecniche; sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge; fallimento dell’impresa appaltatrice; mancato interesse al completamento da parte del gestore. A questa casistica si aggiunge quella che non è direttamente legata alla mancata realizzazione, ma al fatto che l’opera, comunque realizzata, non risulti rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal progetto esecutivo e non sia fruibile dalla collettività.
Sarà il ministero delle infrastrutture a tenere l’elenco-anagrafe nazionale delle opere pubbliche incompiute che, a sua volta, sarà articolato a livello regionale mediante l’istituzione di elenchi-anagrafe presso gli assessorati regionali competenti per le opere pubbliche.
Nella redazione degli elenchi- su base regionale sarà effettuata tenendo conto di determinati criteri di adattabilità delle opere stesse ai fini del loro riutilizzo, nonché di criteri che indicano le ulteriori destinazioni a cui può essere adibita ogni singola opera.
Sarà il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti a stabilire, con proprio regolamento, le modalità di redazione dell’elenco, nonché le modalità di formazione della graduatoria e dei criteri in base ai quali le opere pubbliche incompiute dovranno essere iscritte nell’elenco-anagrafe tenendo conto dello stato di avanzamento dei lavori, ed evidenziando le opere prossime al completamento.
Viene confermato, poi, l’emendamento che riscrive la procedura di scelta del promotore e di affidamento delle concessioni in finanza di progetto per le opere infrastrutturale, attraverso l’introduzione della procedura monofasica.

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