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È allarme rifiuti, corsa contro il tempo

Fonte: Il Sole 24 Ore

Una corsa contro il tempo per evitare il collasso della capitale. L’incubo dei rifiuti in strada a Roma dopo la necessaria chiusura della discarica di Malagrotta è un rischio concreto che il Governo vuole scongiurare. Emergenza nota, che si trascina da anni, non affrontata in maniera adeguata sia dalle amministrazioni di centrosinistra che di centrodestra. La più grande discarica d’Europa, a soli dieci chilometri da Roma e nel mirino di Bruxelles, molto probabilmente chiuderà i battenti a fine anno (attesa infatti la proroga della scadenza per il conferimento dei rifiuti ad oggi fissata al 30 giugno). Aperta nel 1985, ampia 160 ettari, riceve ogni giorno circa 4.500 tonnellate di rifiuti prodotti dai romani. Un business gestito negli anni, in sostanziale monopolio, dalla Colari dell’avvocato Manlio Cerroni. Su Malagrotta si sono accesi da tempo i fari dell’Unione europea che ha avviato una procedura perché in discarica vanno rifiuti non trattati. L’Ue impone agli enti territoriali di impostare la gestione dei rifiuti basandosi su una strategia che promuova raccolta differenziata (oggi al 25% nella capitale) il riutilizzo e il riciclo, il potenziamento degli impianti di trattamento dei rifiuti. Principi per anni disattesi. Dunque l’urgenza di agire per evitare il disastro, di trovare una soluzione transitoria coerente con le norme nazionali e europee, il rischio di una maxi multa da Bruxelles. Un sos ribadito anche dal ministro dell’ambiente Corrado Clini che lo scorso marzo ha sollecitato gli enti locali ad adottare un piano rifiuti sostenibile per una gestione credibile dei rifiuti a Roma. Tra veti incrociati, politici e tecnici,e scarse risorse la situazione rischia nei fatti di precipitare. Per questo l’accelerazione del prefetto Pecoraro su Corcolle e il prezioso assit del Governo che, salvo sorprese (atteso nelle prossime settimane il pronunciamento del Tar sul ricorso della Brixia la società proprietaria della cava di Corcolle), consentirà al commissario di procedere all’esproprio del sito che si trova a 700 metri dalla zona di rispetto che protegge Villa Adriana a Tivoli. Una scelta necessaria per Pecoraro: un sito ben conformato per la realizzazione in tempi ristretti di una discarica per rifiuti non pericolosi. Scelta fatta già lo scorso ottobre su una lista di sette aree possibili (Corcolle-San Vittorino, Pian dell’Olmo, Monti dell’Ortaccio, Castel Romano-Quartaccio, Osteriaccia, Pizzo del Prete-Le Macchiozze, Quadro Alto) individuate dalla Regione Lazio, «nessuna delle quali – sottolineava il ministero dell’Ambiente in un memorandum – priva di elementi di criticità». Corcolle e Quadro Alto a Riano quelle individuate da Pecoraro per ospitare le discariche provvisorie. Una «decisione inopportuna» per il sindaco di Roma Gianni Alemanno e che ha incassato il no della Provincia guidata da Nicola Zingaretti. Mobilitati i comitati locali con un rischio emergenza che si fa sempre più concreto.
Oggi, dopo la mossa del Governo, Pecoraro potrà avviare l’iter per la gara d’appalto europea per la costruzione e gestione della nuova discarica a Corcolle che, alla fine di questo anno, potrebbe mandare definitivamente in pensione Malagrotta. Già nei prossimi giorni le riunioni operative.

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