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Aiuti alle piccole opere, al via i certificati per la seconda rata

Fonte: Sole 24 Ore

di PATRIZIA RUFFINI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Al via la piattaforma telematica del ministero dell’Interno per l’invio del certificato di collaudo o di regolare esecuzione dei lavori per gli interventi finanziati dal fondo da 400 milioni per le piccole opere nei Comuni fino a 20mila abitanti stanziato dalla Legge di Bilancio. L’invio (al sito della Finanza locale del Viminale, area certificati – Tbel, altri certificati)è necessario per poter incassare la seconda metà del contributo. Per chi è in ritardo, invece, l’avvio dei lavori dovrà avvenire entro il nuovo termine del 10 luglio.
Mancano pochi giorni per sfruttare la proroga (la precedente scadenza era il 15 maggio), concessa dal decreto sblocca-cantieri, per avviare i lavori di messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici da parte dei Comuni con meno di 20mila abitanti.

Le amministrazioni che hanno avviato la progettazione per la realizzazione degli investimenti alla data di entrata in vigore del decreto (19 aprile), avranno dunque tempo fino al 10 luglio per procedere all’avvio dell’esecuzione dei lavori (comma 25 articolo 1 Dl 32/2019). Il calendario ritoccato prevede anche lo slittamento al 31 luglio (rispetto al precedente 15 giugno) del termine entro il quale il ministero dell’Interno provvederà alla revoca, totale o parziale, del contributo concesso a coloro che non avranno iniziato i lavori o che avranno utilizzato il contributo solo in parte. Slitta poi al 15 novembre (dal 15 ottobre) la data ultima per l’avvio dei lavori da parte dei Comuni beneficiari della riassegnazione dei contributi revocati.

Il decreto Sbloccacantieri ha anche concesso le deroghe per permettere il completamento dei lavori di messa in sicurezza di edifici e territorio finanziati lo scorso anno dalla manovra del 2018. Nello specifico, c’è tempo fino al 31 dicembre 2019 per affidare i lavori (articolo 4- bis del Dl 32/2019), posto che i Comuni abbiano espletato, entro i termini previsti, le attività preliminari all’affidamento dei lavori rilevabili attraverso il sistema di monitoraggio delle opere pubbliche. Inoltre, la revoca del contributo erogato non si verifica nei casi in cui il mancato rispetto dei termini sia causato da un contenzioso riguardante la procedura di assegnazione.

Nel calendario delle scadenze dei contributi per investimenti compare poi il 31 ottobre. Entro questo termine occorre infatti avviare i lavori finanziati con i contributi per l’efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile, erogati attraverso il Decreto Crescita. Il mancato rispetto della scadenza determina la decadenza automatica dall’assegnazione del contributo, che interessa, in misura diversa in funzione del numero dei residenti, tutti i Comuni. Questi fondi possono essere utilizzati per rendere più efficienti l’illuminazione e gli edifici pubblici, installare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili ed incentivare lo sviluppo territoriale sostenibile (tra cui mobilità sostenibile, abbattimento delle barriere architettoniche adeguamento e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici, patrimonio comunale e di edilizia residenziale).

L’ultima data da segnare interessa i contributi per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, concessi, per l’anno in corso, dalla manovra del 2018. Il Comune beneficiario del contributo assegnato con decreto 6 marzo 2019 è invece tenuto ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro 8 mesi dalla data del decreto. In caso di inosservanza del termine, il contributo già trasferito è recuperato dal ministero dell’Interno e non si procederà all’erogazione della parte restante della quota inizialmente attribuita. La supervisione delle opere finanziate è effettuata attraverso il sistema di Monitoraggio delle opere pubbliche della Banca dati delle pubbliche amministrazioni. Dal 2020 questi contributi seguiranno la nuova procedura prevista dal decreto crescita: saranno destinati, in egual misura, solo ai Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti. Ma per la fase operativa di quest’ultima norma occorrerà ancora attendere.

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