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Agevolazioni TARI per le attività economiche, ANCI Emilia suggerisce il taglio percentuale della quota variabile

Fonte: Sole 24 Ore

di GIUSEPPE DEBENEDETTO (dal Sole 24 Ore) In collaborazione con Mimesi s.r.l.

I Comuni possono attuare le prescrizioni contenute nella delibera ARERA n. 158/2020 mediante una riduzione percentuale della quota variabile della TARI, piuttosto che intervenire sui coefficienti di produttività dei rifiuti evitando così di modificare l’articolazione tariffaria. É una delle indicazioni operative fornite dall’ANCI Emilia Romagna e dall’Atersir (Agenzia territoriale servizi idrici e rifiuti) con una nota del 9 giugnoscorso, finalizzata all’attuazione della delibera ARERA n. 158/2020 e a fornire informazioni in merito al documento di consultazione n. 189/2020 (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 28 maggio).

L’ANCI regionale evidenzia che l’attuale quadro normativo e regolatorio è ancora in evoluzione, considerato che a fine giugno l’ARERA dovrebbe uscire con un nuovo metodo tariffario che tenga conto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, ma è comunque necessario attrezzarsi al meglio e tempestivamente.
In ordine alle agevolazioni Tari applicabili alle utenze non domestiche, la delibera n. 158/2020 suddivide le attività economiche in base a quattro differenti fattispecie: 1) attività sottoposte a sospensione e già riaperte; 2) attività sottoposte a sospensione e non ancora riaperte; 3) attività che potrebbero risultare sospese, parzialmente o completamente; 4) attività che non sono state obbligate a chiudere ma che hanno sospeso temporaneamente la propria attività anche su base volontaria. Per le prime tre tipologie sono previste riduzioni obbligatorie, per la quarta tipologia sono invece previste riduzioni facoltative.

Relativamente alle attività di cui al punto 1), la nota Anci Emilia Romagna – Atersir fa presente che intervenendo sui coefficienti Kd si determinerebbe una modifica automatica di tutte le altre categorie, incluse quelle che non hanno subito danni dall’emergenza epidemiologica e che sarebbero costrette a pagare di più. In sostanza il Comune dovrebbe approvare le tariffe 2020 e imputare il costo delle riduzioni agli altri contribuenti. Così facendo, però, verrebbe meno la facoltà concessa dall’articolo 107 del Dl 18/2020 di confermare per il 2020 le stesse tariffe del 2019. Per evitare questi problemi il Comune può legittimamente attuare le prescrizioni della delibera n. 158/2020 dell’Arera mediante una riduzione percentuale della quota variabile, in linea a quanto già affermato dall’Ifel con la nota del 31 maggio 2020 (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 3 giugno). Il costo delle riduzioni sarebbe così messo a carico del bilancio comunale, sebbene lo scenario profilato dal documento n. 189/2020 comprenda la possibilità che queste minori entrate possano trovare copertura in annualità successive al 2020, permettendo in tal modo di modulare nel tempo l’onere posto a carico degli utenti. Ovviamente, in ragione delle prerogative comunali riconosciute anche dalla stessa Autorità, è possibile per il Comune concedere una riduzione maggiore della quota variabile oppure prevedere agevolazioni anche sulla quota fissa.

Inoltre, relativamente alle attribuzioni che Arera demanda all’Autorità territorialmente competente, che nella regione Emilia Romagna è l’Atersir, la nota rimette ai Comuni l’individuazione delle attività di cui al punto 3), così come l’applicazione di riduzioni facoltative per le attività di cui al punto 4) che vanno solo comunicate all’Atersir e tacitamente approvate in assenza di osservazioni entro 7 giorni dalla ricezione.
Tutte indicazioni che potrebbero fare da apripista per le altre Regioni nelle quali sono esistenti e operativi gli enti territoriali competenti (variamente denominati), semplificando notevolmente la procedura.

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