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Agenda per il digitale: primo bilancio dei progressi compiuti

La Commissione europea ha pubblicato in rete un primo quadro di valutazione (corredato di raccolte di dati e statistiche) sui progressi compiuti dall’Unione e dagli Stati membri verso la realizzazione degli obiettivi previsti dall’Agenda europea per il digitale a un anno dal suo avvio. Le implicazioni del quadro di valutazione verranno discusse a Bruxelles il 16 e 17 giugno prossimi durante l’Assemblea dell’Agenda per il  digitale.

In linea generale il bilancio del primo anno di attuazione dell’Agenda per  il digitale è positivo, specie per quanto riguarda l’uso di internet (65% della popolazione dell’UE). Ma in alcuni settori i progressi sono risultati deludenti: delude soprattutto il dato sulla diffusione delle nuove reti superveloci a banda larga, tra i principali obiettivi dell’Agenda digitale. Si registrano invece progressi nel potenziamento delle reti esistenti in rame e su cavo.

La vicepresidente della Commissione europea responsabile dell’Agenda digitale, Neelie Kroes, ha dichiarato: “A un anno dall’avvio dell’Agenda per il digitale constato con piacere i progressi compiuti. Ma gli Stati membri, l’intero settore, la società civile e la Commissione, noi tutti dobbiamo fare di più se vogliamo sfruttare appieno il potenziale dell’Agenda per conservare la competitività europea, stimolare l’innovazione e creare posti di lavoro e prosperità. Invito tutti a riflettere sugli enormi effetti benefici, a lungo termine, di un’azione decisa intrapresa oggi, in particolare nella banda larga ad alta velocità.”

Con l’Agenda per il digitale l’Unione si è assunta l’impegno di realizzare 101 azioni specifiche, 78 delle quali competono alla Commissione (di cui 31 proposte legislative) e 23 agli Stati membri; complessivamente queste azioni sosterranno gli investimenti nelle tecnologie digitali e nel loro uso. Le azioni già portate a termine sono 11, mentre sei azioni del 2010 sono in ritardo e le altre azioni previste sono in corso come da programma..

Secondo il quadro di valutazione i progressi compiuti sono positivi in questi settori:

  • Uso regolare di internet: si è assistito a un rapido incremento fino a toccare il 65% della popolazione dell’UE (l’obiettivo è raggiungere il 75% entro il 2015). L’uso di internet si sta diffondendo anche tra le fasce più svantaggiate, come le persone meno istruite e i più anziani (dal 42% al 48%), il che lascia ben sperare nel raggiungimento dell’obiettivo del 60% entro il 2015. La percentuale di coloro che non usano internet è scesa dal 30% al 26%.
  • Acquisti online: il 40% dei cittadini dell’UE e il 57% di tutti gli utenti di internet compie acquisti online. Oltre la metà della popolazione di 8 Stati membri compra online.
  • Pubblica amministrazione in linea (eGovernment): il 41% dei cittadini si avvale di servizi della pubblica amministrazione in linea e la metà di loro ha completato e rinviato all’amministrazione moduli online. Il piano d’azione e‑Government contribuirà a realizzare l’obiettivo di arrivare, nel 2015, a una percentuale del 50% dei cittadini e dell’80% delle imprese che si avvalgono dei servizi dell’amministrazione pubblica in linea.
  • Promozione dell’illuminazione a basso consumo energetico: la tecnologia avanzata nota come Solid State Lighting (SSL) ha conquistato una quota di mercato del 6,2% nel 2010 (un notevole aumento rispetto all’1,7% del 2009) e ha permesso di progredire decisamente verso l’obiettivo di riduzione dei consumi energetici per l’illuminazione del 20% entro il 2020.

Si osservano progressi modesti per quanto concerne:

  • Disponibilità e uso effettivo della banda larga: la banda larga di base è sempre più accessibile anche nelle zone remote, ma l’effettiva diffusione e utilizzazione della banda larga superveloce si concentrano attualmente solo in poche zone, soprattutto urbane. La Commissione sta lavorando con gli Stati membri per dare accesso alla banda larga di base a ciascun cittadino dell’Unione entro il 2013 (ed entro il 2020 alla banda larga veloce e ultraveloce).

Si osservano invece progressi insufficienti in questi settori:

  • Commercio elettronico transfrontaliero: nel 2010 è passato appena dall’8,1% all’8,8%. L’obiettivo dell’Agenda per il digitale è che entro il 2015 il 20% dei cittadini compiano acquisti online transnazionali. La Commissione analizzerà questo ed altri ostacoli allo sviluppo del mercato unico digitale in una comunicazione sulla direttiva eCommerce, di imminente pubblicazione.
  • Presenza online delle piccole e medie imprese (PMI): il 26% delle PMI compra online (percentuale in aumento), ma solo il 13% vende online (aumento di due punti rispetto all’anno scorso).
  • Prezzi del roaming: sono scesi di 1,5 eurocent nel 2010, ma continuano ad essere tre volte più cari delle chiamate nazionali. L’obiettivo dell’Agenda per il digitale è raggiungere la parità dei prezzo tra chiamate nazionali e in roaming entro il 2015 nell’UE.
  • Investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC): la spesa pubblica non ha superato la soglia dei 5,7 miliardi di euro dello scorso anno; per raggiungere l’obiettivo del raddoppio a 11 miliardi entro il 2020 sarà necessario un incremento annuo di tale spesa del 6%.

Nel complesso i progressi compiuti nella realizzazione delle 101 azioni dell’Agenda digitale sono comunque buoni: è stato infatti  portato a termine quasi il 10% delle azioni, l’80% è in corso e si osservano ritardi per il 10%.

Contesto

La valutazione copre il periodo da maggio 2010 a maggio 2011 ed è accompagnata da una serie di relazioni su aspetti specifici dell’Agenda per il digitale. Il quadro di valutazione comprende una serie di dati e analisi che in precedenza facevano parte della relazione annuale della Commissione sui mercati europei delle comunicazioni elettroniche.

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