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Agenda digitale, Commissione: “trasformare in oro dati amministrazioni pubbliche”

La Commissione ha presentato il 12 dicembre una strategia sui dati aperti per l’Europa che dovrebbe dare un contributo all’economia europea quantificabile in 40 miliardi di euro all’anno. “Le pubbliche amministrazioni europee sono sedute su una miniera d’oro dalle potenzialità economiche non valorizzate: il corposo volume di informazioni raccolte da numerosi servizi e autorità pubblici”, ha sottolineato in una nota la Commissione. Stati membri quali il Regno Unito e la Francia hanno già cominciato a sfruttare tali potenzialità. La strategia per fare sì che ciò avvenga a livello paneuropeo segue tre direttrici: in primo luogo la Commissione darà l’esempio, mettendo gratuitamente a disposizione del pubblico il suo patrimonio di informazioni grazie a un nuovo portale di dati. In secondo luogo saranno create in tutta l’Unione condizioni eque di concorrenza in materia di accessibilità dei dati. Queste misure, infine, saranno sostenute da una dotazione di 100 milioni di euro da erogare nel periodo 2011-2013 per finanziare la ricerca volta a migliorare le tecnologie di gestione dei dati.
Si tratta di interventi che collocano l’Unione europea all’avanguardia mondiale nel riutilizzo delle informazioni del settore pubblico e che daranno impulso al settore, già in forte crescita, che si occupa della trasformazione di dati grezzi in materiale da cui dipendono centinaia di utilizzatori delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: ad esempio applicazioni per gli smartphones, quali mappe, informazioni in tempo reale sul traffico e le condizioni meteo, strumenti di comparazione dei prezzi, ecc. Tra gli altri principali beneficiari di queste iniziative figurano i giornalisti e gli accademici.
Concretamente la Commissione propone di aggiornare la direttiva del 2003 sul riutilizzo delle informazioni:
generalizzando la norma secondo cui tutti i documenti messi a disposizione dal settore pubblico possono essere riutilizzati per qualsiasi scopo, commerciale o non commerciale, se non sono tutelati dal diritto d’autore di terzi;
stabilendo il principio che gli enti pubblici non possono addebitare costi superiori a quelli necessari per soddisfare una singola richiesta di dati (costi marginali); in pratica ciò significa che la maggior parte dei dati sarà messa a disposizione a titolo gratuito, o pressoché gratuito, salvo in casi debitamente giustificati;
rendendo obbligatoria la diffusione dei dati in formati a lettura ottica di uso comune, per garantirne un effettivo riutilizzo;
introducendo una supervisione regolamentare per garantire il rispetto di questi principi;
ampliando in modo deciso il campo di applicazione della direttiva per includervi, per la prima volta, biblioteche, musei e archivi; le norme del 2003 in vigore si applicheranno ai dati delle istituzioni citate.
La Commissione, inoltre, renderà pubblici i dati in suo possesso tramite un nuovo “portale dei dati”, per il quale ha già perfezionato il contratto con un committente esterno. Il portale, attualmente in “versione beta” (fase di sviluppo e prova), dovrebbe essere operativo nella primavera del 2012. Una volta a regime il portale fungerà da punto di accesso unico ai dati riutilizzabili messi a disposizione da tutte le istituzioni, organismi e agenzie dell’Unione europea e dalle autorità nazionali.
Con “dati aperti” si intendono informazioni generali che possono essere liberamente utilizzate, riutilizzate e ridistribuite da chiunque – a titolo gratuito o con costi marginali.
>> Sito internet della Commissione europea sui dati aperti
>> Sito internet dell’Agenda digitale

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