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Affidamento incarichi legali da parte delle PA

Il presidente dell’Unione Nazionale degli Avvocati Amministrativisti (UNAA), Umberto Fantigrossi, ha incontrato la scorsa settimana il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) Raffaele Cantone, per un confronto sul tema dell’affidamento degli incarichi legali da parte delle pubbliche amministrazioni che non dispongono di avvocature interne.

Affidamento incarichi legali da parte delle PA: il confronto

A parere degli avvocati amministrativisti “al fine dell’affidamento da parte di Enti pubblici di servizi legali allestito di qualsivoglia procedura – sia che si tratti di incarichi conferiti in via diretta o su base fiduciaria, sia che si tratti di incarichi conferiti a seguito di confronto concorrenziale, è da escludere che il criterio di selezione possa essere costituito dal minor prezzo ovvero dal massimo ribasso. Pur dovendosi tenere in debito conto le esigenze delle amministrazioni cui la legge impone, in via generale, un uso ottimale delle risorse da impiegare nello svolgimento della selezione, ovvero nella esecuzione del contratto, occorre pur tuttavia aver riguardo alla natura dei servizi in questione e all’importanza della qualità delle relative prestazioni”.
Va ritenuto, rammenta il presidente di Una Fantigrossi che il “criterio di selezione fondato sul rapporto qualità/prezzo costituisce un principio indefettibile e immanente al sistema, che relega l’applicazione del criterio del prezzo più basso solo nei casi espressamente previsti. Ciò, oltretutto, in considerazione del fatto che siffatto criterio è certamente più agevolmente coniugabile e meglio compatibile, rispetto al criterio del massimo ribasso, con il disposto dell’art. 2233 c.c. in base al quale ‘la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione’”.

Come valorizzare le prestazioni: le proposte dell’UNAA

Sotto questo specifico profilo l’Unione nazionale avvocati amministrativisti ha “espresso l’auspicio che, esclusa in senso assoluto l’applicazione di criteri che valorizzino unicamente il profilo economico, sia utilizzato invece un criterio che, sulla base del rapporto qualità/prezzo, valorizzi adeguatamente anche il profilo qualitativo della prestazione, dando prevalente rilievo alla competenza, al percorso formativo e alla specializzazione del professionista. Con ciò assicurando la massima tutela all’interesse pubblico alla qualità della prestazione e quindi, nel contempo, al diritto di difesa”.
Il Presidente Cantone ha preso atto dello stato di preoccupazione espresso dagli avvocati amministrativisti e ha assicurato l’attenzione dell’ANAC, che interverrà sul tema con un apposito atto di regolazione. In breve tempo, dopo la consultazione pubblica che si è già svolta e una richiesta di parere al Consiglio di Stato, l’Autorità varerà apposite linee guida per rispondere alle questioni sollevate nel corso dell’incontro.

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