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Addio all’Ecopass, sanatoria «bocciata»

Fonte: Il Sole 24 Ore

MILANO – Addio all’Ecopass dal 1° ottobre. Lo deciderà oggi la Giunta Moratti, chiudendo una sperimentazione difesa con i denti fino a poche settimane fa. Di «revoca» delle multe, però, non è il caso nemmeno di parlare, perché la revoca «opera solo ex nunc», cioè da quando viene decisa, e «salvaguarda gli effetti prodottisi medio tempore»; per l’annullamento d’ufficio è necessario «un interesse concreto e attuale dell’amministrazione», che porti a «un risultato positivo in termini di costi e benefici»; tanto più che dare multe impone spese di notifica degli atti e di gestione della riscossione, e restituire la somma rischia di mandare a farsi benedire «l’economicità dell’azione amministrativa», che dovrebbe guidare come un faro le scelte di ogni Giunta. A Palazzo Marino lo sanno bene, perché hanno letto queste parole in una delibera della Corte dei conti della Lombardia. I magistrati contabili, com’è ovvio, non scomodano latino e tecnicismi giuridici per rincorrere premesse elettorali, come la cancellazione delle multe Ecopass moltiplicatesi nel febbraio 2010 con la cancellazione emergenziale di una serie di deroghe. Il fatto è che la tentazione del colpo di spugna a un bel po’ di multe prodotte dagli occhi elettronici che puntellano Milano non è nuova. Era già serpeggiata l’anno scorso, preso atto che il battesimo dell’Ecopass nel 2008 era stato accompagnato da una pioggia di 8.600 ricorsi al giudice di pace, e che le prime sentenze davano ragione ai ricorrenti nell’80% dei casi. Alla fine, meglio dirottare le promesse su altro, e spegnere definitivamente le telecamere. All’epoca del primo tentativo di sanatoria il problema era l’incomprensibilità delle indicazioni, che nelle prime settimane aveva spinto in particolare migliaia di motociclisti a violare senza saperlo una serie di corsie riservate in area Ecopass; i giudici di pace avevano iniziato ad annullare multe a raffica, a Roma stavano completando una sanatoria sulle multe arretrate, e l’idea di cavarsela abbuonando i verbali è venuta spontanea. La Giunta Moratti, però, aveva chiesto lumi alla Corte, e ricevuta la risposta ha lasciato perdere. La sanatoria delle multe pre-2004, avviata a Roma e poi estesa a Napoli, Genova e altre città, era stata prevista da una legge nazionale (il decreto anticrisi del 2009), e all’epoca Palazzo Marino aveva respinto la chance in nome della «correttezza verso chi ha pagato» (si veda Il Sole 24 Ore del 25 gennaio 2010). Sull’Ecopass si era pensato di fare un’eccezione, ma il sostanziale stop della Corte dei conti aveva fermato tutto. «Questo episodio ci servirà di lezione per il futuro», aveva commentato l’assessore al Bilancio Giacomo Beretta. Era stato ottimista.

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