Questo articolo è stato letto 1.175 volte

Decreto Rilancio: le schede dell’ALI sulle misure adottate

Emergenza Coronavirus, Decreto Rilancio

Come segnalato questa mattina nella Gazzetta degli Enti Locali, il Consiglio dei ministri ha approvato nella serata di ieri l’atteso Decreto Rilancio, che prevede lo stanziamento di 55 miliardi di euro per aiutare imprese, famiglie, lavoratori, la sanità e la Protezione Civile. L’approvazione è stata annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa, insieme ad altri membri del suo Governo.
Il provvedimento approvato è il decreto legge recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Il decreto interviene in diversi ambiti, in modo trasversale, con l’intento di assicurare l’unitarietà, l’organicità, e la compiutezza delle misure volte alla tutela delle famiglie e dei lavoratori, alla salvaguardia e al sostegno delle imprese, degli artigiani e dei liberi professionisti, al consolidamento, snellimento e velocizzazione degli istituti di protezione e coesione sociale.

>> Segnaliamo che sono disponibili le schede esplicative targate ALI (Lega delle Autonomie Locali) in relazione alle misure adottate tramite il Decreto Rilancio.

Di seguito gli ambiti tematici toccati dal provvedimento, che a livello di risorse consiste in 2 Manovre finanziarie ordinarie:
– Salute e sicurezza.
– Sostegno alle imprese e all’economia.
– Tutela dei lavoratori e conciliazione lavoro/famiglia.
– Ulteriori disposizioni per la disabilità e la famiglia.
– Misure per gli enti territoriali.
– Misure di incentivo e semplificazione fiscale.
– Misure per la tutela del credito e del risparmio.
– Sostegno al turismo.
– Misure per l’istruzione e la cultura.
– Misure per l’editoria e le edicole.
– Misure per le infrastrutture e i trasporti.
– Misure per lo sport.
– Misure per l’agricoltura.
– Misure in materia di istruzione.

Con riferimento al pubblico impiego si segnala che lo smart working diventa, grazie al Decreto Rilancio, un diritto per i lavoratori del privato con figli under 14. Fino al 31 luglio, data che segna (per ora) la fine dello stato di emergenza legata al Coronavirus, i lavoratori dipendenti di aziende private con almeno un figlio entro i 14 anni avranno diritto al lavoro agile anche senza gli accordi individuali previsti dalla legge 81/2017, purché questa modalità sia compatibile con le caratteristiche della loro prestazione. E potranno usare anche computer personali, se gli strumenti informatici non saranno forniti dal datore di lavoro. È una delle previsioni inserite nello schema del Decreto.
Nell corso dell’emergenza, lo smart working è passato rapidamente da forma di lavoro raccomandata a unica possibilità di continuare l’attività lavorativa – o quantomeno una parte di essa – per le aziende chiuse. Ora, nella fase 2, il lavoro agile diviene una fondamentale misura di prevenzione. Se infatti il distanziamento sociale e il divieto di assembramento sono i comandamenti principali che devono essere osservati per contenere il contagio, va perseguita, per quanto possibile, una «rarefazione delle presenze dentro i luoghi di lavoro», come afferma nelle premesse il Protocollo del 24 aprile 2020, sottoscritto dalle parti sociali su invito del Governo e allegato al D.P.C.M. del 26 aprile 2020.

>> IL COMUNICATO INTEGRALE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI n. 45 CON LA SINTESI DI TUTTE LE MISURE PREVISTE.

>> LA PRIMA NOTA DI LETTURA DELL’ANCI SUL DECRETO RILANCIO.

>> LA BOZZA DI TESTO ESAMINATA NEL CDM DI IERI SERA.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *