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«Voleva vederci chiaro sulle attività nate vicino al porto»

SALERNO – «Stiamo pazziando su un vulcano acceso. Se continua così tra 5 anni ci ritroveremo che quelli hanno comprato tutto ». Quelli, è chiaro, son i clan camorristici. Giuseppe Cilento, 63 anni, sindaco eletto il 7 giugno 2009 con una lista civica a capo del Comune di San Mauro Cilento, 1.117 anime residenti, d’inverno arroccate a 700 metri di altezza e una lunga propaggine alla marina, non usa mezzi termini per descrivere la situazione di queste ore. È stato per moltissimi anni compagno di battaglie per la legalità e la difesa dell’ambiente di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ucciso con 7 colpi di pistola. E non potrebbe essere diversamente. I due comuni non hanno soluzione di continuità e condividono molte cose: la polizia municipale, le fognature per le quali sono stati programmati investimenti per 3,5 milioni, il sistema di depurazione, il servizio di raccolta dei rifiuti e la segreteria comunale. Nonostante l’amicizia di lunga data, Vassallo non ha mai manifestato paure o timori. Spiega Cilento: «Mi diceva sempre, se hai problemi non devi confidarli neppure a me. Vai direttamente dalle Forze dell’Ordine». Il sindaco Cilento, nomen omen, un lungo passato di impegno civico e amministrativo, è la memoria storica della costa e del suo sviluppo, fino a qualche tempo fa scandito da regole e trasparenza. Poi, di colpo, qualcosa è cambiato. «Le banche tagliano le risorse e chiedono di rientrare dai crediti erogati- spiega- e la Regione Campania non paga le opere pubbliche realizzate perché, ieri come oggi, è incapace di programmare e selezionare gli obiettivi. Noi sindaci ci ritroviamo con le imprese, sulle quali effettuiamo controlli rigorosi, che bussano per i pagamenti che accumulano enormi ritardi e noi non sappiamo cosa rispondere. In questa danza su un vulcano acceso che sta per esplodere chi vuole che ne approfitti comprando e investendo senza problemi di liquidità?». La domanda del sindaco è retorica: la camorra. Cilento non fa mistero del fatto che l’area ha vissuto uno sviluppo costante in tempo di crisi. «Quest’anno ? afferma ? abbiamo avuto un’impennata delle presenze turistiche, rifiuti aumentati del 40% e consumi idrici cresciuti del 50%. Siamo in controtendenza e sa, oltre a Vassallo, qual è stato il motore di questo sviluppo?». Lo sanno tutti: il porto. Su questa struttura ruota anche il ragionamento del sindaco di San Mauro, che ricorda i frequenti scontri avuti da Vassallo con chi si è insediato lungo le banchine e nei pressi. «Alcune strutture commerciali dice Cilento hanno avuto bruschi passaggi di mano e lui voleva vederci chiaro. Anche le persone che frequentavano la zona non avevano più le caratteristiche di un tempo». Il paradosso è che al crescere dell’importanza economica dell’area, lo Stato è arretrato senza seguirne i flussi. «Una volta – afferma il sindaco nell’area portuale avevamo Guardia di Finanza e Carabinieri. Ora niente». Una cosa è chiara per Cilento. Ad aver armato la mano dei sicari sono stati i soldi. «Tanti soldi – conferma – e per pianificare un omicidio così c’è un ragionamento di prospettiva, cioè la voglia di speculare sul turismo non senza aver prima abbattuto il pilastro della legalità. Ora sta a noi reagire. Lo scriva che non è vero che il sogno è finito».

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