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Vigili sugli autobus anche di notte riparte la campagna anti-clandestini

Il Comune rilancia l’operazione anticlandestini sui mezzi pubblici, ed è subito polemica. Con l’opposizione che parla di «caccia agli immigrati». A dare i numeri della campagna è lo stesso Riccardo De Corato: 11.475 viaggiatori controllati in otto mesi e 362 clandestini trovati a bordo. La task force della polizia locale ha setacciato 4.620 linee, effettuato 900 segnalazioni all’autorità giudiziaria e 51 arresti. Ma non basta. Il vicesindaco e assessore alla Sicurezza con soddisfazione annuncia la scoperta, l’altra notte, di 20 irregolari in viaggio sulla linea 90/91. Per la prima volta, spiega, è stato effettuato un «servizio serale mirato» schierando sulla linea di filobus qualcosa come 18 vigili, tre ufficiali della polizia municipale e 10 addetti dell’Atm. L’operazione anti-clandestini, dunque, è ricominciata, sulla falsa riga di quanto già accaduto nel 2008, quando in pochi giorni una cinquantina di immigrati irregolari trovati senza documenti sui tram di Milano vennero portati via a bordo di pullman con grate ai finestrini, gli stessi mezzi riservati di solito agli ultrà durante le partite. Niente vetri sprangati questa volta ma l’intento del Comune è uguale: mostrare il pugno duro. «Stiamo lavorando affinché la polizia locale faccia più controlli anche in metropolitana – dice Matteo Salvini, capogruppo della Lega in consiglio comunale – . I vigili a Milano sono oltre tremila, tantissimi. Se si impegnassero meno a dar multe alle auto e stessero di più sui mezzi pubblici a controllare, avremmo tutti una città più sicura». Qualcuno però, anche all’interno della maggioranza, prende le distanze: «Sicurezza e accoglienza devono stare in equilibrio. Se si perde di vista la politica dell’acco-glienza verso gli immigrati, la sicurezza diventa fine a se stessa – dice dal Pdl Aldo Brandirali, presidente della commissione Servizi sociali – . L’eccesso di dichiarazioni trionfali, con enfasi sui numeri di clandestini denunciati e arrestati, non fa che aumentare il senso di pericolo nella città. Dopotutto qualsiasi immigrato ha per forza un periodo breve o lungo di clandestinità, è inevitabile». Non ci sta l’opposizione. Si deve intervenire su chi delinque, italiano o straniero che sia, secondo Marco Granelli, consigliere Pd, «evitando di usare la forza solo a meri scopi elettorali. Il sindaco è chiaramente ostaggio di questa politica del consenso». Ancor più severo il giudizio di Vladimiro Merlin, capogruppo di Rifondazione: «De Corato ci sommerge di numeri ma la realtà è che il degrado peggiora, segno che la sua politica non è efficace. E le forze dell’ordine andrebbero usate a scopi più utili alla comunità che non per la caccia all’uomo». Milano è in fondo alla classifica delle città italiane per numero di regolarizzazioni, fa notare Giovanni Minali della Camera del lavoro e «se solo l’8,3% delle domande è stato accolto è ovvio che in città circolano tanti clandestini, ma sono persone che spesso già lavorano, magari in nero. Gli Sportelli unici per l’immigrazione sono sotto organico e almeno 10mila domande si impilano inevase per inadempienza degli uffici. A questo dovrebbe pensare l’amministrazione, non a rincorrere clandestini sulla filovia».

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