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Via libera del Senato al milleproroghe

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Via libera del Senato al d.l. milleproroghe, che torna alla Camera per la terza e ultima lettura. Il decreto è passato con 255 voti favorevoli e 34 contrari.
Il maxiemendamento del Governo ha recepito le proposte emendative che sono state ritenute ammissibili dalla presidenza e approvate dalle commissioni riunite prima e quinta del Senato. Quattro emendamenti approvati dalle commissioni sono stati giudicati inammissibili: l’1.100, il 7.100, il 7.1, l’11.0.1. Si tratta dell’emendamento dei relatori Malan e Mercatali che riguarda lo sblocco di alcuni concorsi e di passaggi di ruolo dentro la Pa in particolare all’interno del ministero dell’Economia, dell’Agenzia delle entrate, e nella magistratura. La norma accelerava anche lo sblocco dei tirocini formativi per l’abilitazione degli insegnanti per gli anni 2012-2014 molto attesi dagli aspiranti docenti. Con l’emendamento si derogava alla programmazione triennale delle risorse assegnate alle università (che fanno i corsi) anche a questo scopo. Probabilmente manca la copertura economica e, in effetti, non si tratta tout court di una proroga ma di una deroga. Il secondo emendamento inammissibile, sempre dei relatori, riguarda l’organico del ministero dell’Economia e la sua rideterminazione per far fronte ai trasferimenti avvenuti. Insomma, per riempire le poltrone vuote. L’emendamento 7.1, ancora una volta dei relatori, riguarda i capi di rappresentanza diplomatica: si proroga di un anno la loro permanenza in servizio chiedendo risorse per le quali potrebbe essere mancata la copertura. Infine l’11.0.1 Riguarda l’Expo 2015 di Milano: il Pd chiedeva 4 milioni in favore della veneranda fabbrica del Duomo per “necessari interventi conservativi”.
Tra le novità della nuova bozza, la deroga al patto di stabilità interno per le assunzioni a tempo determinato del personale scolastico da parte degli enti locali e di alcuni interventi relativi alle concessioni autostradali.
Con la nuova bozza arriva la proroga di un anno degli indennizzi per i profughi italiani dalla Libia negli anni ’70 e contestuale aumento dell’addizionale Ires per le società petrolifere, tra cui Eni, per un importo di 51,6 milioni. La misura innalza per quest’anno dal 5,8 per mille al 7,5 per mille il parametro di incidenza rispetto al patrimonio netto previsto dalla legge del 2009 che ha ratificato il trattato Italia-Libia. Il presidente del Senato, Renato Schifani ha spiegato la dichiarazione di inammissibilità di un emendamento che era stato approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionaliche consentiva nuove assunzioni in magistratura. Schifani ha parlato con il presidente dell’Anm, Luca Palamara, e ha assicurato il “massimo impegno” affinché la norma venga inserita “nel prossimo provvedimento utile”.

Fonte: www.lagazzettadeglientilocali.it)

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