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Via libera alla finanziaria dei tagli

Tagli e tasse. Tra le “vittime” dei primi ci saranno i consorzi di bonifica, gli Iacp e alcuni dipartimenti per un risparmio totale di un miliardo, mentre a fare più rumore tra le imposte sono sicuramente quelle legate al turismo: dalla tassa di soggiorno al “contributo” richiesto alle barche e agli aerei, fino al biglietto d’ingresso per le riserve. Si presenta così la finanziaria regionale varata dal governo regiobnale guidato da Raffaele Lombardo e che ora dovrà passare al vaglio dell’Ars. Una finanziaria figlia della manovra nazionale (che, secondo la nota integrativa al Dpef 2012-2014, avrà effetti sulla finanza regionale in termini di riduzione di spesa per 796 milioni di euro nel 2012 e 398 milioni di euro nel 2013) e influenzata anche dal recente abbassamento del rating di lungo termine da parte di Standard & Poor’s da A+ ad A con outlook negativo. Il bilancio approvato ammonta a 27 miliardi, in linea, sostengono dalla Regione, con il patto di stabilità. Sul fronte entrate viene istituito un biglietto di ingresso nelle aree protette (ma prima l’assessore per il Territorio e l’Ambiente dovrà emanare un decreto ad hoc) per «aumentare i servizi ai visitatori e le attività». Previsto un contributo per la tutela e la sostenibilità ambientale a carico di barche (da 14 a 24 metri), navi (da 24 a 60 metri) e aerei privati che, dal primo giugno al 30 settembre, arriveranno sull’Isola. Anche in Sicilia, inoltre, verrà applicata la tassa di soggiorno per i turisti che occuperanno le strutture alberghiere. Per i canoni demaniali marittimi dall’1 gennaio del 2012 si ipotizza un aumento che varierà da un minimo del 25% a un massimo del 75 per cento. Incremento anche per i canoni dei beni immobiliari demaniali e patrimoniali. Il documento, presentato dall’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, individua anche una serie di norme per razionalizzare e contenere la spesa pubblica. La prima a essere sacrificata è la celeberrima “ex tabella H”: soppressa quindi l’assegnazione diretta dei contributi che adesso saranno concentrati in un unico plafond che finanzierà organismi e istituzioni sulla base di procedure a evidenza pubblica. Altro sacrificio sull’altare dei tagli è quello dei dipartimenti regionali: l’Azienda foreste demaniali e l’Agenzia per l’impiego saranno soppressi, mentre per gli altri è stato deciso l’avvio di un monitoraggio della spesa mirato alla definizione dei fabbisogni standard. Per quanto riguarda la riduzione dei costi connessi agli organismi istituzionali, dal primo gennaio del 2012 saranno soppressi i Sepicos, i Servizi di pianificazione e controllo strategico degli assessorati, le cui funzioni saranno esercitate dall’omologo ufficio della presidenza della regione. Per le missioni, agli amministratori e al personale regionale che utilizzeranno l’aereo sarà riconosciuto il rimborso in sola classe economica, mentre le auto di servizio degli enti regionali una volta dismesse o rottamate non potranno essere sostituite. Prevista anche la riduzione del 10% per i compensi e i gettoni di presenza corrisposti dagli enti regionali. Viene introdotto l’election day: dal 2012 elezioni regionali, provinciali e comunali si dovranno svolgere in un’unica data. Stabilita l’istituzione di un bacino unico del personale. Riduzione anche delle spese di affitto: si potranno rinnovare, alla scadenza, i contratti di affitto per 6 anni, ma con la riduzione del 15 per cento. Accorpamento in vista per i consorzi di bonifica, che diventeranno due, uno a Palermo (per l’area occidentale) e uno a Catania (area orientale), e mentre saranno sciolti gli Iacp, con la liquidazione del patrimonio immobiliare. Gli enti locali dovranno far fronte al contenimento della spesa accorpando le funzioni per i Comuni più piccoli e ridurre i compensi agli amministratori. La finanziaria dedica anche una parte per lo sviluppo e crescita dell’economia regionale. Intanto, per favorire l’accelerazione della spesa comunitaria sono previsti cronoprogrammi più stringenti per gli uffici. Poi è stato istituito un fondo di garanzia destinato alle grandi imprese con sede legale in Sicilia e che realizzino programmi di investimento nell’Isola, ma dovranno occupare almeno il 70% di lavoratori locali. Un altro fondo faciliterà l’accesso al credito di imprese femminili e giovanili. Previsto il ricorso a prestiti per facilitare la ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese ad alto contenuto innovativo. Alle aziende che trasferiranno il domicilio fiscale in Sicilia sarà abbattuto il 50% dell’imposta sul reddito societario per un massimo di 3 anni. Istituito anche un fondo di garanzia

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