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Verso un mercato interno dell’energia rinnovabile

Un’Europa che soddisfa il proprio fabbisogno energetico per il 20% attraverso fonti rinnovabili: questo l’obiettivo della strategia Europa 2020 e della direttiva sull’energia rinnovabile del 2009. Gli Stati membri hanno presentato, nel 2010, piani d’azione che permetteranno loro di raggiungere questo obiettivo entro il 2020, ma è necessario un deciso incremento degli investimenti (soprattutto dal settore privato) e una precisa coordinazione transnazionale.
La comunicazione presentata ieri dalla Commissione europea esorta gli Stati membri a mettere in atto meccanismi di cooperazione che creino un vero e proprio “mercato interno delle energie rinnovabili”, in cui sia possibile uno scambio facilitato dell’energia e la condivisione delle spese, nel rispetto delle prerogative nazionali per quanto riguarda il rifornimento energetico.
I meccanismi di cooperazione menzionati dalla comunicazione comprendono trasferimenti statistici, progetti comuni e schemi di supporto concordati. Gli Stati che supereranno i propri obiettivi 2020 potranno vendere il loro surplus a chi non ha ancora raggiunto il proprio target, assicurando in questo modo uno sviluppo armonico del mercato energetico europeo. La Commissione auspica inoltre una convergenza dei finanziamenti, con un maggiore dialogo tra gli Stati membri sui dazi imposti all’energia rinnovabile. La costituzione di un mercato unico delle energie rinnovabili permetterà di ridurre i costi complessivi e di aumentare la competitività del settore, grazie all’economia di scala.

Contesto
Tra il 2007 e il 2009 l’UE ha investito 9,8 miliardi nelle energie rinnovabili, per la maggior parte sotto forma di prestiti dalla Banca europea per gli investimenti. L’energia rinnovabile (eolica, solare, idroelettrica, geotermica…) ha, in aggiunta agli ovvi vantaggi per l’ambiente e il cambiamento climatico, un enorme potenziale per la creazione di posti di lavoro. L’industria energetica “verde” dà lavoro oggi a 1,5 milioni di ingegneri, tecnici, installatori e costruttori e si stima che l’occupazione in questi settori raggiungerà i 3 milioni nel 2020.

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