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Verona: vietato fare l’elemosina in centro, multe fino a 500 euro

Un’ordinanza per vietare di elargire somme in denaro a chi chiede l’elemosina nel centro storico di Verona e che, come accertato dalle recenti indagini degli organi di pubblica sicurezza, fa parte di un racket organizzato per lo sfruttamento di minori, disabili e anziani. Il provvedimento è stato emesso nei giorni scorsi dal sindaco Flavio Tosi, per contrastare l’incremento dell’attività di accattonaggio in città e prevenire i fenomeni illegali ad esso connessi, in particolare in occasione degli eventi e delle manifestazioni fieristiche in programma a Verona fino al 13 aprile.

Il divieto di agevolare l’accattonaggio attraverso la donazione di somme in denaro, in vigore fino al 14 aprile, riguarda tutte le aree pubbliche della città antica, l’intero territorio della prima circoscrizione, oltre a corso Porta Nuova e via IV Novembre.

La polizia municipale vigilerà sul rispetto dell’ordinanza e, trascorsi 15 giorni a partire da oggi, cioè dalla pubblicazione dell’ordinanza all’albo pretorio comunale, procederà a sanzionare chi verrà trovato a elargire somme in denaro ad accattoni, con un’ammenda da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro. Le somme riscosse dall’applicazione della sanzione saranno versate nel capitolo di bilancio dei Servizi sociali e contribuiranno a finanziare i progetti di contrasto alla povertà, già avviati dal comune.

“L’articolo 28 del regolamento di Polizia Urbana vieta l’accattonaggio sul territorio comunale – spiega il sindaco – tuttavia, data la situazione economica del Paese e la crisi internazionale, da alcuni mesi assistiamo ad un incremento del numero di persone che esercitano in forma diversa attività di accattonaggio e mendicità, talvolta con atteggiamenti insistenti, simulando deformità e malattie, o utilizzando anziani, minori e anche animali, al fine di suscitare nei passanti un maggiore sentimento di pietà e commozione. In realtà – continua il sindaco – recenti e approfondite indagini della Polizia municipale hanno evidenziato che siamo in presenza di un racket ben organizzato, che sfrutta disabili, minori e persone anziane, che vengono accompagnati al mattino sul luogo in cui esercitare l’accattonaggio e prelevati la sera. La carità è un atto di grande valore sociale – conclude Tosi – ma i cittadini veronesi devono sapere che neppure un euro delle elemosine accumulate durante la giornata resta nelle mani di questi poveretti, ma i proventi dell’intera giornata vengono tutti sequestrati dagli organizzatori del racket. Pertanto, poiché Verona è una delle città in cui maggiormente funziona la rete di solidarietà e di lotta alla povertà predisposta dai Servizi sociali del comune, invito i cittadini a non agevolare l’accattonaggio su strada, e a contribuire al sostegno delle persone bisognose attraverso modalità alternative, al fine di non incentivare attività criminose basate sull’odioso sfruttamento dei soggetti più deboli”.

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