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Veneto verso l’ok alla centrale

Fonte: Il Sole 24 Ore

Dopo il dibattito generale di ieri, il Consiglio regionale del Veneto si avvia oggi, con un voto bipartisan, verso l’approvazione della modifica della legge istitutiva del parco del Delta del Po, con lo scopo di renderla compatibile con il progetto di riconversione a carbone “pulito” della centrale Enel di Porto Tolle. All’indomani della pronuncia del Consiglio di Stato che a maggio aveva annullato il decreto di compatibilità ambientale espresso dal ministero dell’Ambiente sul progetto presentato da Enel nel 2005, la Regione ratifica in questo modo la decisione del governo, il quale a inizio luglio, con due commi all’articolo 35 della manovra, aveva confermato la possibilità di smantellare le centrali a olio combustibile per costruire al loro posto impianti a carbone, a patto che questi dimezzino l’inquinamento dell’aria. Per adeguarsi, il parlamentino veneto si accinge a modificare l’articolo 30 della legge regionale 36/1997 in questo modo: «Nel caso di impianti di produzione di energia elettrica alimentati ad olio combustibile superiore a 300 mw termici già esistenti alla data di entrata in vigore della legge istitutiva del parco regionale Delta del Po, per i quali sia stata richiesta o venga richiesta la conversione a carbone o altro combustibile solido ai sensi della normativa statale, la conversione deve assicurare l’abbattimento delle emissioni di almeno il 50% rispetto ai limiti previsti per i grandi impianti di combustione». La riconversione della centrale di Porto Tolle, per la quale Enel prevede un investimento di 2,5 miliardi di euro con ricadute sul territorio polesano di circa 400 milioni, sarà operativa a partire da giugno 2012. Ridurrà la potenza da 2.640 mw a 1.980 complessivi, abbattendo l’88% di anidride solforosa, il 61% di ossido di azoto, l’82% di polveri sottili e il 26% di anidride carbonica. Darà lavoro a circa 1.600 tra montatori, carpentieri, gruisti saldatori, falegnami e tecnici vari per 72 mesi (con punte di 3.500 occupati). A regime i posti di lavoro saranno oltre 350 in centrale e circa 550 esterni. Sono soddisfatti del passo avanti della Regione gli imprenditori, il presidente veneto Andrea Tomat in primis, che si sono sempre dichiarati a favore della riconversione. «Ne deriverà un indotto importante per le imprese della regione – aggiunge Gian Michele Gambato, presidente di Unindustria Rovigo – e, in più, la centrale porterà ad un equilibrio tra la produzione di energia e i consumi del sistema veneto». La riconversione di Porto Tolle è appoggiata anche dagli operai della centrale. Non, invece, da Greenpeace, che ieri, in Canal Grande, davanti alla sede del consiglio, ha inscenato una protesta e comunicato il raggiungimento di 12mila firme on line contro il progetto di legge portato avanti dal governatore Luca Zaia.

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