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Vale solo la Tia «interna» per i fabbisogni standard

Fonte: Il Sole 24 Ore

Il federalismo fiscale comincia a muovere i primi concreti passi. In base agli articoli 2, 4 e 5 del Dl 216/2010, entro il 31 luglio i Comuni devono compilare il questionario Sose sui fabbisogni standard degli enti locali. Nel questionario i dati da inserire nel quadro M sono riferibili alle entrate comunali per Tarsu, Tia, Ici, imposta sulla pubblicità, Cosap-Tosap, affissioni, attività catastali, attività per servizi a domanda individuale (dati relativi all’esercizio 2009). La maggior parte delle voci non crea problemi. Per la Tia, invece, alcuni Comuni che nel 2009 erano a Tia 1 con gestione interamente esternalizzata (corrispettivo prima della sentenza 238/2009 della Corte costituzionale) e che oggi si trovano in Tia 2 – avendo deliberato la tariffa in base all’articolo 238 del DLgs 152/2006 – stanno chiedendo alle aziende di riferimento i dati per la compilazione dei quadri da M07 a M12, come se si trattasse di componenti da inserire nel proprio bilancio. In particolare, è sorto il dubbio circa l’obbligatorietà o la semplice opportunità di fornire o meno dati relativi ai ricavi aziendali nei Comuni dove il servizio di igiene ambientale è gestito a Tia 2, entrata avente natura corrispettiva. In linea di principio, ciò che non è svolto direttamente dal Comune dovrà formare oggetto di compilazione da parte di altri soggetti tenuti a farlo (unione di Comuni) oppure non dovrà essere rilevato per mancanza di soggettività ed oggettività. Nei righi da M07 a M12 devono essere indicati i dati relativi alla Tia, con riferimento all’anno 2009, se la stessa è gestita direttamente dal Comune sia come Tia tributo, caso più frequente, sia come Tia corrispettivo, caso certamente raro. In effetti, nei righi M08 e seguenti l’uso di una terminologia fiscale «accertamenti emessi», «morosità» ed «evasione» fa propendere per un’interpretazione restrittiva del termine Tia, riferibile cioè solamente alla Tia tributo. È opportuno precisare che i dati richiesti sono unicamente numerici e non economici e tendono a individuare da un lato il numero delle bollette emesse sia direttamente dal Comune, sia da soggetti terzi per conto del Comune, e dall’altro la situazione contenziosa sulle stesse con indicazione sempre numerica dei rimborsi effettuati, nonché le capacità dell’ente sotto il profilo accertativo. Tenuto presente quanto sopra e considerato che nei circa 1.200 Comuni a Tia 2 si tratta di dati che possono portare a cifre rilevanti, sarebbe necessario un chiarimento urgente che aiuti alla corretta costruzione dei cosiddetti “fabbisogni standard”.

Le coordinate

IL PRINCIPIO
Per fabbisogno standard si dovrebbe intendere l’entità delle somme di natura tributaria o patrimoniale che costituiscono i capitoli di entrata dei bilanci comunali e che servono a coprire i costi delle funzioni svolte o dei servizi offerti che si concretizzano nei capitoli di spesa dei bilanci. La previsione riguarda entrate e uscite dei Comuni, senza riferimento a ciò che entra nei bilanci di altri soggetti prevalentemente societari.

I DATI DA INSERIRE
I dati per la compilazione del questionario sono quelli contenuti nel certificato di conto consuntivo relativo al 2009. Poiché le società per azioni ne sono sprovviste, tanto basta a escluderle. Inoltre, in base alle istruzioni, i dati devono essere riferiti alle attività svolte in autonomia e in diretta operatività dal Comune. Quindi, ciò che non è svolto direttamente dal Comune dovrà eventualmente formare oggetto di compilazione da parte di altri soggetti.

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