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Unioni civili, all’Anagrafe ora si può

Si porta la carta d’identità e una marca da bollo da 14 euro e 62 centesimi e si esce uniti più di prima. Tutto è pronto, all’anagrafe centrale di via della Consolata, per rilasciare gli attestati di «convivenza basata su vincolo affettivo». In attesa di una legge nazionale che sarebbe gradita, dice il neo assessore Giovanni Maria Ferraris, adesso non resta che aspettare regolamenti dei singoli assessorati «per tutelare e sostenere le nuove unioni civili torinesi e favorirne l’integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico». La scuola e la formazione ad esempio, ma anche la sanità e i servizi sociali, lo sport. Dove – Per il momento è possibile richiedere il certificato soltanto all’anagrafe di via della Consolata, ma l’intenzione è di estendere il servizio anche agli uffici decentrati. Palazzo Civico consiglia di prenotarsi per telefono (011/4425228 e 011/4425509), almeno in questa fase sperimentale, ma in realtà chiunque si presenti agli sportelli 11-12-13 e 14, scala destra, potrà uscire con il certificato in pochi minuti, code permettendo. Orari – Dal lunedì al giovedì dalle 8,15 alle 15 e il venerdì dalle 8,15 alle 13,50. Documenti richiesti – È sufficiente portare la carta d’identità e una marca da bollo da 14 euro e 62 centesimi. Il modulo sarà consegnato allo sportello e può essere compilato in pochi minuti. La condizione però è quella di essere già riconosciuti come «famiglia anagrafica». In caso contrario, si deve prima fare questa richiesta, alla quale seguirà un accertamento che richiederà circa una settimana. Due le condizioni per ottenerla: la dichiarazione che esista il vincolo affettivo sottoscritta dalla coppia e la convivenza anagrafica. Costi – Oltre alle spese per la marca da bollo, gli operatori chiederanno 15 euro e 14 centesimi per un ulteriore bollo. In totale quindi, l’attestato si porta a casa con una spesa di 30 euro. Chi – Coppie di conviventi etero o gay. L’attestato potrebbe però anche essere richiesto da un nucleo formato da un nonno con due nipoti. Un’ipotesi improbabile ma sempre possibile. Una soluzione che potrebbe anche piacere ad una nuova coppia che nasce dopo una separazione di uno dei due, in attesa del divorzio. Al momento, all’anagrafe risultano 2000 famiglie anagrafiche, ma è impossibile prevedere quanti possano essere interessati ad avere l’attestato. Testamento biologico – Il prossimo passo è il testamento biologico e dopo la proposta di iniziativa popolare di un anno fa, gli studi dell’anagrafe stanno studiando un metodo per rendere applicabile la possibilità che anche il Comune di Torino possa «raccogliere la volontà» di un cittadino.

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