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Una tassa per la fogna nuova

Saranno i contribuenti a dover sostenere i costi della modernizzazione di fognee reti idriche. Con una sorta di tassa che sarà applicata sulla bolletta dell’acqua. Sarà comunque fatta salva la tariffa sociale per le fasce di popolazione disagiate.È una delle misure previste nella bozza di decreto legge che il ministro dell’ambiente Gian Luca Galetti porterà al prossimo Consiglio dei ministri previsto per il 9 maggio. Pascucci a pag. 27 In bolletta a carico dei contribuenti il costo della modernizzazione delle infrastrutture idriche. Fatta salva la tariffa sociale per le fasce disagiate; 350 milioni di euro del Fondo rotativo di Kyoto fi nanzieranno l’effi cienza energetica degli edifi ci pubblici, con priorità alle scuole mentre non sarà più a carico della pubblica amministrazione l’ottimizzazione del Sistri (sistema di controllo della tracciabilità dei rifi uti) né eventuali pareri di non congruità rilasciati dall’Agenzia digitale per l’Italia. Immediato subentro dei presidenti di Regione ai commissari straordinari per la realizzazione delle misure e degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Fino al 31 dicembre 2015 più poteri ai soggetti pubblici titolari di finanziamenti comunitari per utilizzare in tempo utile i fondi per la messa in sicurezza degli edifi ci pubblici e più poteri di requisizione degli impianti di gestione dei rifi uti ai presidenti della giunta regionale, della provincia e ai sindaci in caso di pericolo per la tutela dell’ambiente e della salute. Sono alcune delle misure previste nella bozza di decreto legge preparata dal ministero dell’ambiente, di cui ItaliaOggi è entrata in possesso, e che il ministro Gian Luca Galletti porterà al prossimo consiglio dei ministri previsto per il 9 maggio. Per rilanciare i necessari programmi di investimento per l’effi cientamento, l’adeguamento agli standard europei e lo sviluppo delle infrastrutture del servizio idrico integrato, con particolare riferimento agli impianti di fognatura e depurazione delle acque re ue urbane, la bozza di decreto prevede l’istituzione di un fondo di garanzia presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico. Le modalità di gestione spetteranno all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. E saranno a carico dei contribuenti. Il fondo, infatti, non graverà sulla finanza pubblica, ma sarà alimentato da una specifi ca componente della tariffa del servizio idrico integrato, volta anche alla copertura dei costi di gestione del Fondo. A determinarla sarà proprio l’Autorità che, per la copertura degli oneri, modifi cherà le tariffe per fasce di consumo o per uso. Agli utenti in condizioni economico-sociali disagiate sarà però assicurato l’accesso a condizioni agevolate alla fornitura della quantità di acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali. Per quanto riguarda invece gli interventi di incremento dell’effi cienza energetica nel settore pubblico vengono sbloccati 350 milioni di euro dando priorità all’edilizia scolastica prevedendo che il fondo rotativo di Kyoto possa fi nanziare, a titolo oneroso, i fondi di investimento immobiliare chiusi promossi o partecipati da regioni, province, comuni, anche in forma consorziata ovvero i fondi promossi dalla società Investimenti immobiliari italiani sgr spa. Appositi protocolli di intesa operativi saranno stipulati dal ministero dell’ambiente, che si avvarrà della Cassa depositi e prestiti come soggetto gestore del fondo rotativo, con gli enti interessati per defi nire le modalità di fi nanziamento dei f o n di di investimento immobiliari chiusi. I fi nanziamenti saranno a tasso agevolato e non potranno superare i 120 mesi. Con l’entrata in vigore del decreto, i presidenti di regione subentrano ai commissari straordinari per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Questi ultimi attualmente in carica dovranno completare le operazioni fi nalizzate al subentro entro 15 giorni e, nel caso in cui i presidenti di regione, ai quali non spetta nessun maggior onere dall’incarico, abbiano qualche impedimento o si dimettano, un commissario ad acta sarà nominato dal consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’ambiente. In caso di grave e concreto pericolo per la tutela della salute e dell’ambiente, infi ne, ai sindaci e ai presidenti di regione e provincia vengono attribuiti maggiori poteri di requisizione degli impianti modifi cando l’art. 192 del dlgs 152/2006, prevedendo il «temporaneo ricorso a forme, anche speciali, di gestione dei rifi uti, anche con poteri di requisizione in uso degli impianti e in deroga».

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