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Una collaborazione finora non «remunerata»

Fonte: Il Sole 24 Ore

Un passato recente di contrasto all’evasione già abbastanza collaudato, anche se le casse municipali sono ancora in attesa di vedere i risultati degli sforzi profusi. A Torino l’impegno contro chi non paga le tasse è iniziato nel 2008 quando sono state firmate le convenzioni con Entrate e Guardia di finanza. E «per rendere più efficace la loro collaborazione – spiega l’assessore al Bilancio, Gianguido Passoni – Comune e Agenzia hanno allestito una squadra composta da 12 esperti, ai quali è stato affidato il compito di raccogliere, confrontare, analizzare e trasmettere i dati al fisco attraverso il sistema informatico Siatel. Inoltre, per quanto riguarda i tributi comunali, la città di Torino ha costituito nel 2007 un pool antievasione composto da 49 dipendenti comunali, 33 amministrativi e 16 vigili urbani». I settori d’intervento della task force anti-evasione sono molteplici. Riguardano il commercio, le professioni, l’urbanistica, la proprietà edilizia, le residenze fittizie all’estero, la disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva. Non solo. Grazie all’aiuto della polizia municipale e di esperti in campo tecnico e informatico, la squadra contro gli evasori ha puntato sul contrasto degli affitti in nero, grazie a un questionario da utilizzare negli ordinari controlli sul territorio, finalizzato ad acquisire le informazioni di interesse dell’agenzia delle Entrate per le attività di espletamento del controllo fiscale. Sulla stessa scia sono state raccolte anche numerose segnalazioni riguardanti le proprietà edilizie e il patrimonio immobiliare di particolari categorie di contribuenti. La collaborazione, inoltre, comprende anche interventi specifici per smascherare le residenze fittizie all’estero, il commercio abusivo e il possesso di particolari beni, indicatori di capacità contributiva superiore a quella dichiarata. «La divisione comunale Tributi e Catasto ha segnalato un migliaio di casi, riferiti a circa 350 soggetti, passibili di diventare oggetto di accertamenti erariali, di cui alcuni riguardano evasori totali – racconta Passoni – e l’agenzia delle Entrate, lo scorso febbraio, ha quantificato la collaborazione con la città di Torino in 2 milioni e 592mila euro di maggior imposta accertata». Di questa somma sono stati incassati «160mila euro e al Comune non è andato ancora niente – aggiunge Passoni – nonostante gli spettasse il 50%». Per questo l’assessore al Bilancio non si fa illusioni sul possibile maggior introito proveniente dalla denuncia degli evasori e afferma: «Al momento è impossibile fare una previsione attendibile sulle somme che andremo a incassare».

L’IMPORTO
2,6 milioni Euro
La maggiore imposta accertata
È la cifra portata alla luce dalla collaborazione tra Comune di Torino e agenzia delle Entrate

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