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Un Patto condiviso

No a ulteriori tagli ai comuni, giunti ormai «a un punto limite» oltre il quale diventa impossibile erogare i servizi ai cittadini. Allentamento del patto di stabilità a due vie, ossia esentando dai vincoli gli enti con meno di 5 mila abitanti e riducendo gli obiettivi su base orizzontale per tutti i comuni. E una service tax «equa e sostenibile che offra ai contribuenti un vantaggio fiscale rispetto alla somma di Imu e Tares».

Ingoiato il rospo dell’ennesima spoliazione da parte dello stato di risorse originariamente destinate ai comuni (i 550 milioni destinati ad azzerare il patto di stabilità degli enti virtuosi che il governo Letta si è ripreso per far quadrare i conti pubblici, si veda ItaliaOggi di ieri), l’Anci ha posto queste tre condizioni al governo impegnato in queste ore nella definizione della legge di Stabilità 2014.

La sede è stata la prima riunione della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica che si è insediata ieri presso il ministero degli affari regionali. I comuni, assieme alle regioni e alle province, hanno chiesto al ministro Graziano Delrio e al sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta, che la prossima legge di bilancio sia figlia di una preventiva concertazione tra governo e enti locali.

E in quest’ottica l’insediamento della Conferenza, istituita con il federalismo fiscale e mai riunitasi prima di ieri, rappresenta un segnale incoraggiante. Delrio ha promesso che la revisione del patto di stabilità all’interno della manovra sarà una delle questioni su cui il governo si impegnerà maggiormente. «La riunione della Conferenza permanente per il coordinamento di finanza pubblica», ha dichiarato, «è stata «importante e sarà utile per preparare il provvedimento» che il governo dovrà presentare entro martedì prossimo. «In queste ore lavoreremo dentro al governo per fare in modo che le cose dette in Conferenza abbiano un riscontro nella legge, perché abbiamo preso un impegno».

Dal canto suo, il sottosegretario Baretta ha assicurato che «il governo sta facendo di tutto per evitare che la legge di stabilità preveda un aumento delle accise». «Stiamo lavorando per escludere interventi a carico dei cittadini, ma la manovra si inquadra in uno scenario di finanza pubblica non roseo». Mentre per quanto riguarda il rifinanziamento della Cassa integrazione, Baretta l’ha definito «assolutamente prevedibile», senza però scendere nei dettagli delle cifre.

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