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Un catasto hi-tech per spingere l’Ngn

MILANO – Al via un catasto delle infrastrutture italiane, per sostenere lo sviluppo di reti in banda larga di nuova generazione (Ngn, Next generation network). È questo l’annuncio che l’associazione Anfov farà oggi a Smau 2010, a Milano, presentando uno studio di 139 pagine su “Reti di accesso di nuova generazione. Interventi per uno sviluppo sostenibile: Catasto delle infrastrutture e criteri tecnologici realizzativi”. È il frutto della collaborazione di 33 esperti rappresentanti di aziende associate ad Anfov, con la collaborazione di Anci (Associazione nazionale comuni italiani). Lo scopo è «indicare e promuovere gli strumenti tecnici per rendere l’Ngn più sostenibile, dal punto di vista economico e ambientale», spiega Nino Catania, direttore generale Anfov. Il catasto significa «sapere chi, come e quando ha messo fibra nel sottosuolo o possiede cavidotti idonei a ospitarla», continua Catania. Un registro insomma che eviterebbe scavi inutili per l’Ngn, abbattendone costi, tempistiche e impatto ambientale. «Tutti gli associati ad Anfov, tra cui i principali operatori telefonici, e l’Anci hanno dato la propria disponibilità al catastò, che comunque dovrà comprendere anche le infrastrutture di utility ed enti gestori di servizi come gas, luce, acqua, teleriscaldamento». Il risparmio ottenibile riutilizzando cavidotti e/o fibre già posate è noto: secondo la stessa Anfov, nella realizzazione di reti in fibra ottica, il 60-70% dei costi totali è dovuto appunto alle opere infrastrutturali (scavi e posa). Anfov suggerisce che il catasto sia gestito da un «soggetto centralizzato nazionale che sia indipendente e imparziale, dotato di poteri adeguati e referenziato sul territorio». Avviare e gestire il catasto avrà un costo, quindi «dovranno essere identificate delle modalità di finanziamento», si legge nello studio. Qui ci sono anche altre indicazioni per rendere più sostenibile l’Ngn: si spiegano le tecniche e le fibre più idonee per cablare un edificio; c’è una panoramica delle tipologie di prodotti e sono evidenziate quelle considerate più idonee per lo scenario italiano. Di fondo, Anfov ambisce a diventare un «luogo ideale di mediazione tecnica tra i vari attori, che hanno diverse visioni di mercato ma possono trovare un punto d’incontro ragionevole su certi aspetti», dice Catania. L’idea è che mettendo a fattor comune conoscenze ed esperienze, sia possibile accelerare lo sviluppo dell’Ngn.

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