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Un bilancio sociale per le attività degli enti pubblici

Il tradizionale bilancio annuale (consuntivo e previsionale) degli Enti Pubblici ormai non rappresenta più uno strumento sufficiente per rendere conto ai cittadini dell’operato di un’amministrazione pubblica (sia essa ente centrale, regionale, provinciale o comunale). I meri dati economico-finanziari, infatti, non riescono a rappresentare in modo completo e integrato i risultati dell’attività né riescono a realizzare una correlazione con il programma. Cittadini/elettori con aspettative crescenti vogliono capire come un’amministrazione svolge il suo operato; quali sono le priorità e gli obiettivi del suo intervento; quali sono i livelli di prestazione attesi e realizzati. Soprattutto gli stakeholders vogliono capire gli effetti prodotti dalla sua azione sul territorio di competenza. Elementi che poi diventano decisivi nel momento della scelta elettorale. Negli ultimi anni, molte amministrazioni pubbliche hanno adottato un ulteriore strumento di comunicazione, il ‘bilancio sociale di mandato’, un format nuovo che sembra rispondere alle esigenze di trasparenza e rendicontazione dei risultati che arrivano dalla cittadinanza. Q uesta aspettativa peraltro è particolarmente forte nell’ambito degli enti pubblici locali (amministrazioni regionali, provinciali e comunali), dove esiste un rapporto diretto elettori e rappresentanti sia per la prossimità fisica tra amministrazioni e cittadini, sia per l’elezione diretta del sindaco. Tipicamente il bilancio di mandato comprende informazioni sugli impegni che l’amministrazione ha assunto nei suoi documenti di programmazione e contabili annuali e pluriennali; sugli obiettivi e i programmi che hanno orientato l’azione delle diverse strutture dell’ente; sui risultati (economico-finanziari, di efficacia, di qualità dei servizi, di impatto sociale, ecc.) che sono stati conseguiti; sugli scostamenti rilevati tra quanto previsto e quanto effettivamente realizzato; sulle valutazioni in merito agli obiettivi e ai programmi futuri. Un ulteriore importante sviluppo in direzione della trasparenza sarebbe quello di includere all’interno del ‘Bilancio di Mandato’, anche i risultati e gli obiettivi delle partecipate pubbliche (che erogano servizi di pubblica utilità).

Infatti, sono queste realtà che spesso rappresentano il vero anello di congiunzione tra i cittadini e le amministrazioni. A questo proposito occorre ricordare che in Italia si stima siano oltre 4.200 le società partecipate dai Comuni (i Comuni di Lombardia e Piemonte hanno il maggior numero di società controllate: rispettivamente 597 e 320). In questa prospettiva, il bilancio di mandato diventerebbe quindi una sorta di bilancio consolidato di tutte le attività riconducibili alle amministrazioni pubbliche sul territorio. Non più semplicemente un momento di rendicontazione aggiuntivo rispetto al circuito “formale” di programmazione e controllo, ma uno strumento pienamente integrato nel sistema di rendicontazione dell’ente pubblico. Tra l’altro, il documento dovrebbe seguire un iter di approvazione formale (con il coinvolgimento di Giunta e Consiglio) e di verifica da parte di un soggetto terzo indipendente. In questo modo, il bilancio di mandato potrebbe diventare uno strumento strategico, non solo per raccontare l’attività della PA, ma per riorientare nel profondo il suo funzionamento, passando da una logica meramente burocratica ad una logica ispirata al risultato e alla qualità del servizio reso al cittadino.

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