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Uffici pubblici in ritardo per l’adozione della Pec

ROMA – A tre mesi dal Pec-Day, vale a dire l’apertura ufficiale a tutti i cittadini del servizio di posta elettronica certificata ( può essere attivata accendendo al portale www.postacertificata.gov.it) ieri il ministro Renato Brunetta ha annunciato che le richieste individuali hanno superato quota 330mila. Se il trend non muterà entro la fine dell’anno si potrebbe arrivare al traguardo del primo milione di cittadini con Pec, un mezzo che consente di dialogare con la Pa con messaggi che hanno il valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno e che, dunque, implicano l’obbligo di risposta da parte del destinatario. Il lato della domanda potrebbe fare balzi esponenziali se andasse in porto il progetto, per ora solo accennato, di trasformare in altrettanti indirizzi Pec i codici PIN attualmente utilizzati da molti utenti per accedere ai servizi di enti o agenzie: «Stiamo perfezionando questa possibilità e se avverrà sarà su base volontaria» ha detto il ministro in occasione della sigla del protocollo d’intesa con Reti impresa Italia, la nuova associazione interconfederale che raggruppa Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani. Si tratta di un cartello che rappresenta 2,5 milioni di imprese che, entro pochi mesi, potranno avere ognuna la propria Pec. Secondo i dati forniti da DigitPa attualmente sono già 400mila le aziende che utilizzano la Pec, cui va aggiunto un milione di professionisti. Sul lato dell’offerta il ministro ha parlato di 11mila Pec registrate, per un totale di 18.250 caselle attivate. Ad aprile Brunetta aveva indicato in 40mila indirizzi Pec della Pa centrale e periferica il «numero congruo per la copertura dei servizi più importanti». Entro la fine dell’anno gli indirizzi Pec attivati potrebbero raggiungere i 6 milioni tra cittadini, professionisti e imprese a fronte di almeno 25mila Pec attivate nella Pa.

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