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Troppo caldo, tutti fuori dagli uffici

Fuga di massa dall´inferno di vetro. Alle nove del mattino i 650 dipendenti del polo tecnico del Comune, il palazzone di vetro di otto piani tra via Ausonia e via De Gasperi, hanno abbandonato le scrivanie. «Si muore di caldo», hanno denunciato i dipendenti che si sono riversati in massa nell´atrio dell´edificio con ventagli e bottigliette d´acqua in mano. Con loro anche l´assessore all´Urbanistica Mario Milone e alcuni dirigenti. Da due settimane i condizionatori sono spenti: l´8 luglio, dopo un guasto a una delle macchine, la Siram, che si occupa della manutenzione, ha deciso di disattivarli. E le stanze, tutte a vetri, sono diventate roventi. Ieri un sopralluogo tecnico ha sancito che la temperatura negli uffici arriva anche a 38 gradi. Nell´edificio che quattro anni fa il Comune ha acquistato dalle Poste pagando 22 milioni di euro, da settembre hanno cominciato a trasferirsi molti uffici comunali: Urbanistica, Edilizia privata, Manutenzioni, Opere pubbliche, Traffico. Espropriazioni ed Edilizia scolastica. Il cosiddetto “polo tecnico” che ogni giorno accoglie centinaia di cittadini per il ricevimento. Il responsabile per la sicurezza aveva già scritto ai vertici della burocrazia comunali: senza condizionatori «la struttura è invivibile». Per riaccendere l´impianto, vecchio di almeno quindici anni, servono 140 mila euro: ma il Comune, al momento, ne ha stanziati solo 100 mila, bloccati in attesa che la giunta, dopo il sì al bilancio, approvi i piani esecutivi di gestione. Maria e Lucia, colleghe all´Edilizia scolastica, raccontano l´incubo delle ultime due settimane: «Non si riesce a fare niente, il caldo è asfissiante». Fa eco un´altra collega: «Ieri sono tornata a casa sull´orlo del collasso mi sono dovuta immergere in una vasca di acqua fredda». Valentina e Gabriella lavorano all´Urba-nistica: «I colleghi si aggirano per i corridoi come zombie. Ci sono stati malori». Ieri mattina nell´atrio colmo di lavoratori, i sindacalisti Paola Caselli della Cgil e Giuseppe Badagliacca della Cisl hanno improvvisato un comizio: «In queste condizioni chiederemo che l´ufficio venga chiuso». Oggi il polo sarebbe dovuto rimanere aperto anche di pomeriggio: ma il responsabile per la sicurezza, l´architetto Vincenzo Polizzi, ha chiesto l´orario dimezzato, fino all 12,30, fino a quando il problema non sarà risolto. «Condivido le ragioni dei lavoratori – dice l´assessore Milone – Domani (oggi, ndr) ho riunito tutti gli uffici tecnici per cercare una soluzione». Al polo tecnico gli ascensori non sono l´unico problema: c´è una sola linea telefonica per piano, collegamenti internet a singhiozzo e guasti continui agli ascensori. Una settimana fa un architetto è rimasto bloccato per oltre 15 minuti. «Così non si può andare avanti», denuncia la dirigente Valentina Vadalà. Sul caso tuona l´opposizione. Cesare Mattaliano, Idv, ieri ha raggiunto via Ausonia. Il Pd interviene in massa; da Faraone, «Perché non vengano istallati pannelli fotovoltaici?», a Maurizio Pellegrino che si chiede «come mai gli impianti siano stati collaudati». Rosario Filoramo con Emilio Arcuri aveva impugnato l´acquisto del palazzo davanti al Tar: «Un acquisto fatto solo per ragioni di business». Nadia Spallitta, Un´Altra storia, presenterà una interrogazione. Solidarietà arriva anche dal Pdl:»Perché spendere 350 mila per festeggiare Garibaldi quando si fanno lavorare i dipendenti in queste condizioni?», si chiede il lealista Giampiero Lombardo. In via De Gasperi anche il capogruppo Giulio Tantillo: «Palazzo invivibile».

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