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Tributi locali appaltabili

Più di 5 miliardi di euro. A tanto ammonterebbero i benefici derivanti dalla razionalizzazione dei processi di gestione del credito delle pubbliche amministrazioni. In particolare, attraverso l’esternalizzazione dei servizi di riscossione locale. In base alle stime della Corte dei conti, infatti, solo nel 2012, i mancati incassi dei tributi locali ammontano a 15,4 mld. Questo il principale problema che l’Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) ha posto in evidenza ieri, nel corso delle audizioni sulla delega fiscale che si sono svolte in Commissione finanze al Senato. Nel corso dell’incontro che ha avuto ad oggetto i problemi legati alla riscossione locale (affrontato all’interno del testo della delega fiscale all’art. 10, rubricato Revisione del contenzioso tributario e della riscossione degli enti locali), è emerso come le difficoltà legate a questo settore siano costate (a causa dei mancati introiti), 15,4 mld di euro solo nel 2012. «La razionalizzazione dei processi di gestione del credito delle pubbliche amministrazioni consentirebbe un miglioramento della situazione finanziaria degli enti locali quantificato in 5,2 mld di euro l’anno», ha sottolineato Gianni Amprino, presidente dell’Unirec, «nelle amministrazioni mancano modelli e operatori dedicati al recupero stragiudiziale, a fronte di pratiche anacronistiche e invasive portate avanti prevalentemente mediante la riscossione a mezzo ruolo. Siamo quindi ben lieti di sapere che nella delega fiscale esiste un esplicito riferimento (art. 10) alla possibilità per i comuni di esternalizzare i servizi di gestione dei tributi». Ad oggi, sono più di 150 le proposte di modifica al testo della delega così come uscito, alla fine di settembre, da Montecitorio (si veda ItaliaOggi del 26 settembre 2013) anche se nessun emendamento è stato ancora presentato da governo e relatori, al momento impegnati a portare a termine i lavori al ddl Stabilità.

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