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Trento cambia regole agli appalti

Operazione di restyling per la legge trentina in materia di appalti e lavori pubblici. Dopo la bocciatura della Lp 10/08 da parte della Corte costituzionale per violazione delle norme sulla concorrenza, la giunta Dellai ha deciso di riprendere in mano la materia al termine di un lungo riesame che ha coinvolto anche le categorie produttive, riunite nel Tavolo lavoro appalti. Nel Ddl 168/10, che sarà discusso in consiglio provinciale entro fine marzo, saranno rivisti molti dei nodi cruciali della normativa, attualmente regolata dalla legge base sui lavori pubblici (Lp 26/93), rifacendosi anche a quanto previsto dal codice nazionale. Tra le novità principali, l’eliminazione della procedura di selezione delle imprese candidate agli appalti e della procedura negoziata, nonchè l’introduzione dell’asta pubblica. Resta la possibilità di spezzettare in appalti sequenziali, in modo da evitare i subappalti, mantenendo però il rispetto della concorrenza con il limite della partecipazione a sole ditte specializzate. «La mancanza di regolamenti attuativi – commenta Enrico Garbari, presidente di Ance Trento – aggravava un quadro normativo di riferimento disorganico e confuso». Un problema di particolare urgenza se si considera che secondo l’Osservatorio lavori pubblici gli stanziamenti in provincia nel 2009 ammontavano a quasi 546 milioni per oltre 2.600 lavori (sopra i 20mila euro). Uno dei punti più apprezzati riguarda la sostituzione del criterio del massimo ribasso con quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa per appalti sopra i 2 milioni. «Se prima l’unico parametro di riferimento era il prezzo concorrenziale – aggiunge Garbari – con la nuova normativa questo peserà solo fino al 30%, mentre per il resto si terrà conto dell’elemento tecnico e qualitativo. Si tratta di un passo verso la valorizzazione della qualità del risultato, che consentirà al Trentino di recuperare il ritardo accumulato rispetto ad altre regioni italiane». La decisione incassa parere favorevole anche dell’Associazione artigiani e piccole imprese. «Giudichiamo positivo che nella valutazione si tenga conto anche di altri criteri oltre al prezzo, come la presenza di particolari misure di controllo e sicurezza sul cantiere, l’organizzazione innovativa o lo svolgimento di attività di formazione – chiarisce il presidente Roberto De Laurentis – perchè sono tutti aspetti che premieranno le aziende locali. Auspichiamo un’estensione anche alle piccole imprese della possibilità di concorrere alle gare con un’ulteriore riduzione del limite per l’applicazione del criterio, magari fino a 1 milione». Il Ddl in discussione assicura anche misure di tutela per il pagamento dei subappaltatori, i quali riceveranno il compenso direttamente dai committenti per evitare ritardi o mancati pagamenti da parte delle ditte appaltatrici. «Proprio nelle fasi di consultazione – aggiunge Marino Simoni, presidente del Consiglio delle autonomie locali e del Consorzio dei comuni trentini – abbiamo invitato a concentrare gli sforzi su poche disposizioni, in grado però di aumentare il livello di salvaguardia delle imprese locali. Contiamo per questo sul nuovo regolamento di attuazione, la cui emanazione è sentita con urgenza».

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