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Trasporto locale, incentivi alle gare

Un sistema di incentivi e penalizzazioni per spingere le Regioni a fare le gare nel trasporto pubblico locale. È quanto prevede la bozza di riforma del trasporto pubblico locale messa a punto dall’ex sottosegretario renziano Erasmo D’Angelis, che costituirà la base del disegno di legge del governo.

La bozza prevede anche ipotesi di esclusione dei fondi del Tpl dal patto di stabilità, di detraibilità delle spese per abbonamenti di trasporto pubblico locale, di contributi per 100 milioni annui destinati a forme di leasing per il rinnovo del parco rotabile di vecchi autobus: tutte spese che andranno evidentemente discusse con il ministero dell’Economia per trovare la relativa copertura.

Nella bozza non c’è ancora l’altra grande novità cui ha lavorato D’Angelis nei mesi scorsi, guidando una commissione mista Infrastrutture-Ragioneria-Regioni-Anci: l’applicazione di nuovi costi standard per la distribuzione delle risorse del fondo nazionale per il trasporto locale. Si supererebbe così un criterio di distribuzione fondato sulla cosiddetta «spesa storica», in vigore da oltre 30 anni e responsabile di un sostanziale ingessamento nell’offerta di servizi. Si tratterebbe di una misura di spending review, con un sostanziale efficientamento della spesa pubblica.

Gli articoli 9 e 10 della bozza costituiscono il cuore della riforma là dove si prevede un taglio del 15% delle risorse destinate alle Regioni qualora i servizi di trasporto pubblico regionale e locale non siano affidati, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, mediante procedure di gara. Nessun obbligo, quindi, ma forti incentivi all’apertura del mercato, per evitare contrasti con il regolamento europeo 1370/2007. Un altro taglio del 2% alle risorse del fondo Tpl scatterà qualora non si proceda all’accorpamento del servizio di trasporto in ambiti di traffico ottimali definiti dalle regioni stessi secondo criteri nazionali.

Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, che ieri ha frenato sulla quotazione in Borsa di Fs, dicendo che forse è «un auspicio» dell’amministratore delegato Mauro Moretti, ha più volte detto di voler puntare sulla riforma del trasporto locale per migliorare il servizio e al tempo stesso ammodernare il parco bus. L’età media del nostro parco è di 13 anni contro i 7 anni della media europea. Per ottenere lo scopo sarà previsto il divieto di circolazione per gli autobus Euro 0, 1 e 2 a partire dal 1° gennaio 2019. Un arco di tempo che dovrebbe essere sufficiente per un ricambio radicale che – stima il ministero – dovrebbe correre al ritmo di 3.400 autobus l’anno.

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