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Traffico, rivoluzione Cancellieri lancia il mini-Sirio e boccia il Civis

Certa che «non ci sarà nessuna conseguenza sulla salute dei cittadini», Anna Maria Cancellieri difende il suo mini-Sirio (che da oggi si spegnerà alle 18) e invita i critici a fare battaglie «serie» sull’inquinamento, a cominciare da quelle sulla conversione degli impianti di riscaldamento. Anche perché, sottolinea, «a ben guardare Sirio non è poi così rigoroso. Già oggi in centro entra ogni ben di Dio. Per passare sotto i varchi della zona a traffico limitato basta avere il permesso per andare in un garage. Insomma, quella bolognese è una Ztl per chi non può permettersi un parcheggio privato». E allora due ore in meno di vigile elettronico in estate «non fanno una grande differenza». Nel mirino del fuoco incrociato di ambientalisti, comitati e Pd contro la rivoluzione estiva della ztl, il commissario convoca la stampa per rispondere a chi «ha i nervi scoperti, e pensa che senza Sirio crolli il mondo». «Molta gente la pensa diversamente» sottolinea il commissario, che esclude retromarce davanti a chi grida all’emergenza smog. Tutti detrattori che la Cancellieri sfida sul loro stesso terreno: «Il tema vero, se parliamo di inquinamento, è quello degli impianti di riscaldamento». A questo proposito, annuncia, «convertirò a metano di Palazzo D’Accursio» (progetto che però, spiega il direttore del settore mobilità Cleto Carlini, non sarà avviato prima di un anno, quando i lavori del Civis arriveranno in via Ugo Bassi) e «darò battaglia agli impianti a gasolio nei palazzi del centro». «Fate anche voi battaglie su questo» dice il commissario al leader dei Verdi Filippo Bortolini, protagonista di un botta e risposta con l’ex prefetto in conferenza stampa. Piuttosto il problema vero sono i parcheggi. «Sapete a chi darà fastidio Sirio spento alle 18? A quei poveracci dei residenti, che rischiano di non trovare un posto auto» ammette il commissario. Per questo, la giunta ha deciso di accorciare i tempi della sperimentazione, concludendola due settimane prima del previsto, il 15 settembre anziché il 30. E di ridurre anche i costi delle autorimesse convenzionate col Comune per «renderle più convenienti di quelle delle strisce blu». Detto questo, ammonisce il commissario, «è chiaro che quello che serve a Bologna è un vero piano parcheggi, perché in questa città mancano i posti auto e quando arriverà il Civis sarà una catastrofe. Io non posso farlo, perché questa è una gestione commissariale che non può impegnare la città a lungo termine, ma il prossimo sindaco dovrà chiedersi che città vuole: con o senza auto?». Un “test”, quello della giunta su Sirio, che in ogni caso non sarà prolungato, nemmeno se i commercianti avranno buoni riscontri sullo shopping: «L’esito dell’esperimento verrà messo nelle mani della futura amministrazione, per dare a chi verrà tutte le informazioni». Una sperimentazione “compensata” anche dalle pedonalizzazioni: quella di via Orefici partirà subito, mentre entro l’autunno arriveranno quelle di San Domenico e Piazza Verdi. «Ma il mio sogno – confessa il commissario – è quello di creare un unico percorso pedonale che da Piazza Maggiore va in via Orefici fino a Piazza Santo Stefano. Una camminata nel cuore nobile della città che ci farebbe diventare meglio di Vienna». La giunta è al lavoro, «del resto il mio compito è quello di valorizzare la bellezza di questa città, e di consegnarla alla prossima giunta al pieno delle sue potenzialità».

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