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Tra attuazioni e chiarimenti in bilico le difese da Equitalia

Il dossier in materia di riscossione è un cantiere ancora aperto, con molte opere da terminare. Il decreto del fare (Dl 69/2013) ha apportato diverse modifiche alla riscossione tramite ruolo. Tra le principali, ci sono l’estensione a otto rate non pagate, anche non consecutive, della condizione di decadenza dalla rateazione e l’impignorabilità dell’abitazione principale, a determinate condizioni.

È stata inoltre prevista l’estensione del periodo massimo di rateazione a 120 rate mensili, rispetto alle attuali 72. Per rendere operativa la novità, però, occorre un decreto attuativo del ministero dell’Economia, che avrebbe dovuto essere pubblicato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl del fare. Ma a oggi questo provvedimento non ha ancora visto la luce. Il ritardo della pubblicazione è tuttavia comprensibile. È infatti evidente che l’allungamento a 10 anni della dilazione che può essere concessa potrebbe avere effetti pesanti sulle entrate dello Stato. E poiché è demandata al decreto anche la disciplina dei criteri per riconoscere la rateazione più lunga, è chiaro il dilemma posto alle Finanze. Da un lato, criteri troppo elastici potrebbero tradursi in un calo sensibile del gettito. Ma, dall’altro lato, regole troppo severe corrono il rischio di vanificare la portata della nuova norma.

Un altro provvedimento molto atteso è il decreto che dovrà stabilire il nuovo ammontare dell’aggio di riscossione, attualmente fissato all’8 per cento. Sempre il decreto del fare ha anticipato alla fine di settembre il termine entro cui avrebbe dovuto essere attuata la revisione dei parametri di determinazione dell’aggio. Il tutto, assicurando al contribuente un onere inferiore a quello attuale. Anche di questo provvedimento tuttavia, allo stato, non vi è traccia. D’altro canto, se la mission di Equitalia si risolve nella gestione delle rateazioni, la riduzione dell’aggio potrebbe essere più che giustificata.

Manca inoltre il decreto delle Finanze, adottato d’intesa con l’agenzia delle Entrate e con l’Istat, che dovrebbe individuare un paniere di beni essenziali che, in quanto tali, saranno impignorabili. Per questo provvedimento, tuttavia, la legge non stabilisce alcun termine di adozione.

Gli operatori attendono poi alcuni chiarimenti interpretativi molto importanti. Il primo riguarda i pignoramenti immobiliari già eseguiti alla data di entrata in vigore del Dl 69/2013 (il 22 giugno), per i quali la vendita all’asta non sia stata effettuata. La nota di Equitalia del 1° luglio scorso ha congelato le procedure in corso, in attesa di successivi approfondimenti. Si è lasciata aperta la possibilità di un’interpretazione retroattiva dei nuovi vincoli introdotti dal decreto del fare. Occorre però sciogliere definitivamente il nodo e stabilire se il temporaneo congelamento possa tradursi in un annullamento della procedura.

È necessario inoltre chiarire qual è la nozione di bene strumentale all’impresa o alla professione, in presenza della quale è vietato apporre il fermo amministrativo dei veicoli. Se si tratta di una nozione diversa da quelli di beni indispensabili – come dovrebbe essere – bisogna definirne con esattezza i contorni.

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