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Tornano i fondi alla cultura

Reintegro dei fondi destinati alla cultura, salta l’aumento di un euro sul biglietto del cinema, finanziato il tax credit con un “modestissimo aumento” delle accise sulla benzina. È quanto prevede un decreto del Consiglio dei ministri approvato ieri mattina. Ad annunciarlo in una conferenza stampa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. In particolare dal 2011 vengono assegnati in misura permanente al Ministero per i beni e le attività culturali 236 milioni di euro, così ripartiti: 149 milioni di euro al Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali. Il decreto inoltre stabilisce che il finanziamento delle misure di agevolazione fiscale in favore dell’industria cinematografica non venga più finanziato dal contributo straordinario di un euro sui biglietti di ingresso nelle sale cinematografiche. Norme straordinarie per il recupero complessivo degli scavi archeologici di Pompei con l’adozione di un piano di manutenzione. I fondi per il tax credit arriveranno da “un modestissimo aumento delle accise sulla benzina”. Grazie all’intervento il Fus torna così ai 428 milioni di euro dello scorso anno.  Il provvedimento permette al Mibac di assumere unità di personale nei ruoli tecnico scientifici e dirigenziali, attingendo in prima istanza alle graduatorie dei precedenti concorsi. Nel decreto, come detto, ci sono anche norme straordinarie per il recupero complessivo degli scavi archeologici di Pompei: viene adottato un piano straordinario di manutenzione e sono potenziati i poteri di tutela della Soprintendenza, anche attraverso l’aumento del personale tecnico addetto e l’invio di una task force composta da archeologi, architetti e operai specializzati per realizzare i primi interventi di necessità. In particolare, verranno riaperte le graduatorie dell’ultimo concorso nazionale per archeologi del ministero per assumere nuove professionalità da dedicare alla salvaguardia di Pompei. “A normativa vigente, pertanto, le risorse del ministero per i Beni e le Attività Culturali – conclude il Mibac – sono reintegrate in maniera stabile”. “L’intervento decisivo del Consiglio dei ministri è perfino superiore alle previsioni. Infatti, si interviene non soltanto sul Fus ma anche sui beni culturali, dando così una risposta concreta e definitiva a questi settori”, commenta in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Credo che per ottenere questo risultato abbiano svolto un ruolo decisivo, oltre al mondo culturale, l’Anci e i sindacati del settore dello spettacolo che si sono mobilitati in maniera intelligente e costruttiva per sollecitare l’azione del Governo”. Da sottolineare che nel dl approvato ieri ci sono anche altre norme di interesse per gli enti locali. Ulteriori misure prevedono infatti tra l’altro: la proroga al 31 dicembre 2012 del divieto di incroci fra stampa e televisione; la razionalizzazione delle procedure per lo svolgimento delle gare sulle radiofrequenze; la fissazione del tetto massimo di 60 componenti per i consigli comunali e di 15 componenti (più il sindaco) per le giunte nelle città con più di un milione di abitanti (Roma e Milano). Per le Asl abruzzesi, in conseguenza degli eventi sismici, il riferimento per le riduzioni per il personale a tempo determinato è all’anno 2010 e non al 2009.

NUCLEARE
Stop al nucleare per un anno con un decreto-legge approvato ieri dal governo. Il decreto, spiega una nota del Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani “dispone la sospensione, per un periodo di 12 mesi, delle procedure riguardanti la localizzazione e la realizzazione di centrali e impianti nucleari sul territorio italiano”. Per effetto immediato della moratoria, “il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente non procederanno all’adozione degli atti necessari alla realizzazione degli impianti nucleari, a cominciare dalla predisposizione del documento programmatico sulla strategia nucleare. Così come disposto dall’Ue – ha spiegato il Ministero – restano confermati il deposito nazionale per lo stoccaggio e il ruolo dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, quale organo competente per lo studio e la programmazione delle politiche riguardanti la sicurezza nucleare”. La moratoria ha per oggetto le procedure relative alla realizzazione di impianti nucleari; sono invece escluse le procedure per lo smaltimento in sicurezza delle scorie radioattive esistenti, anche attraverso la costruzione del deposito nazionale.

AMBIENTE
Il Consiglio dei Ministri ha anche approvato in via preliminare un decreto che definisce le norme per la cattura e lo stoccaggio della Co2 nel nostro paese. “Si tratta, com’è noto – ha spiegato il Ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo – di un metodo che consente alle centrali che utilizzano combustibili fossili, di ‘iniettare’ la C02 nel sottosuolo in appositi siti, ed evitare di immettere nell’atmosfera anidride carbonica, contribuendo così all’impegno del nostro paese contro i cambiamenti climatici”. “La tecnologia Ccs, carbon capture e storage, è già in fase di sperimentazione in Italia nell`impianto Enel di Brindisi e richiede, in conformità con le normative europee un quadro legislativo di riferimento nella prospettiva di una sempre maggiore utilizzazione che potrebbe ridurre significativamente il nostro ‘debito’ di Co2 e aiutarci a raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni (-20% al 2020)”, ha aggiunto il ministro. Per la Prestigiacomo “la normativa approvata disegna un sistema autorizzativo lineare, per la scelta dei siti, l’esercizio, il trasporto e la dismissione, in capo ai ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e procedure che saranno gestite dal già esistente Comitato per Kyoto integrato da una segreteria tecnica per lo stoccaggio”.

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