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Torna la soglia del 74% per l’invalidità

ROMA – La soglia per ottenere l’assegno di invalidità torna all’originario 74%, contro l’85% previsto dalla manovra. La modifica al decreto in discussione presso la commissione Bilancio del Senato è stata concordata direttamente dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti con il relatore Antonio Azzollini, ed è accolta con favore anche dall’opposizione: «È una vittoria del buon senso», osserva il relatore di minoranza del Pd, Paolo Giaretta. Si tratterà di una «soglia effettiva » – spiega Azzollini – . Per questo saranno incrementate a 250mila le verifiche Inps contro i falsi invalidi. Si va verso la stretta finale in commissione,con l’aula che comincerà ad esaminare il testo a partire da domani. Il voto finale è fissato per il 14 luglio. Il ricorso alla questione di fiducia, annunciato due giorni fa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si dà ormai per certo. Secondo quanto ha spiegato il sottosegretario all’Economia,Alberto Giorgetti, il voto di fiducia «rispetterà il lavoro della commissione». Se tuttavia, com’è probabile, emergessero ulteriori novità in aula se ne terrà conto. In sostanza, il maxiemendamento del relatore sul quale verrà posta la fiducia accorperà tutte le modifiche introdotte in commissione e dall’aula. A quel punto, il decreto correttivo biennale da 24,9 miliardi (che il ministro Renato Brunetta paragona al «manuale delle giovane marmotte, in cui c’è dentro di tutto») approderà alla Camera che dovrà convertirlo in legge entro il 29 luglio. «Aggiustamenti ma sempre nel rispetto assoluto dei saldi», ripete il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Il maxi emendamento conterrà anche le norme sulle tredicesime del personale di polizia, magistrati e altre categorie di statali, ma anche le novità sul comparto sicurezza e i nuovi fondi per Roma Capitale: tutte modifiche alle quali sta lavorando il relatore, d’intesa con il governo. Arriva nel frattempo il via libera della commissione Bilancio alla norma «salva-precari» per le regioni a statuto speciale, in particolare per la Sicilia (il tetto del 50% della spesa sostenuta l’anno precedente per contratti a tempo determinato o di collaborazione non si applicherà nel caso di proroga dei rapporti di lavoro). Si apre peraltro un nuovo fronte, che vede schierate sulla stessa linea maggioranza e opposizione: i tagli alla cultura. L’allarme è stato lanciato ieri nel corso dell’assemblea annuale di Federculture dal presidente Roberto Grossi («la cultura è a rischio di paralisi »). L’invito agli associati è a dar vita a forme di protesta «anche clamorose, al fine di sensibilizzare la pubblica opinione sui gravi effetti economici e sociali prodotti dalla manovra». Non si esclude il ricorso alla Corte costituzionale. Appello raccolto dal governatore della Puglia, Nichi Vendola, da Vincenzo Vita (Pd) ma anche dall’assessore alla cultura del comune di Roma, Umberto Croppi e dal capogruppo Pdl in commissione Cultura della Camera, Fabio Granata.

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