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Torna il Sistri da febbraio 2012. Potranno essere previsti esoneri per i rifiuti non pericolosi

Dietrofront sul Sistri. La commissione Bilancio del Senato salva il Sistema di tracciabilità dei rifiuti industriali, che era stato abrogato nella versione originaria della manovra di Ferragosto. Un lavoro di mediazione tra maggioranza e opposizioni ha messo a punto un emendamento approvato nel pomeriggio che introduce tre novità.
Il Sistri enterà in vigore a partire dal 9 febbraio 2012: le circa 360mila imprese interessate avranno così cinque mesi di tempo per cercare di affrontare le complicazioni procedurali e nelle difficoltà tecnologiche che hanno denunciato con forza nei mesi scorsi. Allo stesso tempo – e qui sta il secondo fronte di novità – il ministero dell’Ambiente sarà chiamato a confrontarsi con rappresentanze di imprese e gestori proprio per mettere nero su bianco le criticità finora emerse e individuare eventuali rimedi.
Terza novità è la possibilità di definire una serie di esoneri. Sarà un decreto del ministero dell’Ambiente con quello della Semplificazione a definire un regime di esenzioni parziali o totali dal Sistri solo per i rifiuti non pericolosi. L’emendamento fissa anche una deadline per il provvedimento: dovrà essere emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione della manovra di Ferragosto. Una disposizione che – come spiegano da ambienti parlamentari – cerca di alleggerire gli adempimenti per quelle imprese, soprattutto di medie o piccole dimensioni, che producono rifiuti assimilabili a quelli urbani. Un intervento che va incontro agli scetticismi manifestati soprattutto dalla Lega sul sistema di tracciabilità.

Le reazioni politiche
Non nasconde la soddisfazione il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che aveva definito «un atto di miopia politica» la cancellazione del Sistri all’indomani della manovra. «L’approvazione all’unanimità da parte della commissione Bilancio del Senato dell’emendamento che ripristina il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi – afferma ora in una nota il ministro – è un segnale importante per la difesa dell’ambiente e la tutela della legalità nel nostro paese». La Prestigiacomo ha poi ringraziato Berlusconi che «si è impegnato in prima persona per agevolare una soluzione positiva e rivolgo un plauso a tutti o componenti della Commissione e tutte le forze politiche per la sensibilità, l’attenzione ed il senso di responsabilità dimostrato in questo delicato passaggio».
In questo nuovo quadro, secondo il ministro, «con l’opportuno rodaggio previsto e con gli interventi che si renderanno necessari per andare incontro agli operatori, il Sistri partirà al meglio e si rivelerà un utilissimo strumento per le aziende e per la protezione del territorio».
I senatori Salvo Fleres e Mario Ferrara (Forza del Sud), sottolineano la “paternità” della presentazione dell’emendamento e sono convinti che «il mantenimento del Sistri non solo assicurerà trasparenza nei movimenti dei rifiuti e nella loro destinazione, tenendo alto il livello di contrasto alla mafia e all’evasione fiscale, ma garantirà una più corretta gestione e tutela del territorio».
Dall’opposizione, i senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante parlano di «ottima notizia: ora però il Governo deve impegnarsi, da oggi fino all’entrata in vigore delle nuove procedure, per correggere i tanti difetti, le tante tare che hanno impedito finora l’efficace avvio del sistema complicando inutilmente la vita a imprese e operatori».

I problemi da risolvere
Non va dimenticato che le imprese sottoposte all’obbligo di tracciabilità hanno sostenuto già tutta una serie di costi: dal tempo dedicato alla formazione degli addetti, al ritiro dei dispositivi e al montaggio delle black box. E hanno già dovuto fare i conti con le difficoltà presentate dai dispositivi Usb, sia sotto il profilo del numero che dei malfunzionamenti, e dall’interoperabilità dei sistemi.

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